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ULTIMO FASCICOLOMINERVA ENDOCRINOLOGICA

Rivista sulle Malattie del Sistema Endocrino


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Minerva Endocrinologica 2007 Settembre;32(3):209-29

 REVIEW

Microangiopatia diabetica: aspetti fisiopatologici, clinici e terapeutici

Camera A., Hopps E., Caimi G.

Unit of Medical Methodology and Semeiotics Department of Internal Medicine, Cardiovascular and Nephrourological Diseases University of Palermo, Palermo, Italy

Le nuove conoscenze sulla microangiopatia diabetica permettono oggi una visione patogenetica integrata dove le vie classiche, indotte dall’iperglicemia, interagiscono con l’insulino resistenza, l’iperinsulinismo, le alterazioni ormonali e i fattori di crescita. Lo stress ossidativo è il principale mediatore del danno endoteliale anche attraverso l’induzione dell’adesione leucocitaria, delle alterazioni coagulative e dell’infiammazione. Le molecole di adesione sono spia del danno endoteliale e un possibile target terapeutico. Alterazioni della matrice indotte dal TGFβ1 e dalla diminuzione dell’eparan solfato, ispessimento delle membrane basali e perdita dei periciti sono eventi precoci di retinopatia e nefropatia diabetica. La rarefazione capillare prodotta da fattori genetici o dalla malnutrizione fetale contribuisce all’insorgenza di insulino resistenza e ipertensione arteriosa. Test psicofisici, elettroretinografia e potenziali evocati visivi evidenziano le alterazioni funzionali della retina, mentre la biomicroscopia del fondo oculare e l’angiografia retinica a fluorescenza quelle anatomiche. Una microalbuminuria persistente in diabetico retinopatico consente di diagnosticare la nefropatia diabetica. Accanto a esame neurologico tradizionale ed elettroneurogramma, la diagnosi di neuropatia si avvale oggi del neurotesiometro che misura la soglia della sensibilità vibratoria e dei monofilamenti di Semmes Weinstein per la sensibilità alla pressione. La terapia della microangiopatia diabetica si basa su un buon controllo glicemico, pressorio e lipidico, preferendo glitazoni, ACE-inibitori, AT1 bloccanti e statine. Dalle acquisizioni patogenetiche derivano nuovi farmaci (ruboxistaurina, inibitori dell’AGE, angiopoietina1 e anti-VEGF, etc.), ancora in fase di studio.

lingua: Inglese, Italiano


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