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MINERVA ENDOCRINOLOGICA

Rivista sulle Malattie del Sistema Endocrino


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ARTICOLI ORIGINALI  


Minerva Endocrinologica 2006 June;31(2):159-72

lingua: Inglese, Italiano

Uso razionale dell’ aspirazione bioptica con ago sottile (FNAB) nella diagnostica del nodulo tiroideo

Sidoti M. 1, Marino G. 2, Resmini E. 1, Augeri C. 3, Cappi C. 1, Cavallero D. 1, Lagasio C. 1, Ceppa P. 2, Minuto F. 1, Giusti M. 1

1 Endocrinology Unit San Martino University Hospital, Genoa, Italy
2 Pathological Anatomy Unit San Martino University Hospital, Genoa, Italy
3 Nuclear Medicine Unit San Martino University Hospital, Genoa, Italy


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Obiettivo. La biopsia ad ago sottile (fine needle aspiration biopsy, FNAB) riveste un ruolo cruciale nella diagnosi del nodulo tiroideo riducendo la decisione chirurgica. In via teorica tutti i noduli dovrebbero essere meritevoli di FNAB, ma attualmente vengono considerati solo quelli che possiedono precise caratteristiche. La FNAB in tutti i noduli potrebbe costituire un eccesso terapeutico, appare pertanto utile che l’endocrinologo possa gestire la FNAB confermando sul campo la sua necessità ed utilità.
Metodi. Scopo del lavoro è stato quello di valutare su un campione di 263 richieste consecutive (209 pazienti di sesso femminile, 57 pazienti di sesso maschile; età 56,7±13,7 anni) di FNAB del 2004: 1) l’appropriatezza dell’indagine 2) l’efficacia attesa, 3) l’efficacia pratica 4) l’efficienza. Nel 50%, 36%, 6%, 3%, 2% e 1% dei casi la diagnosi ecografica era di GMN, di GUN, di lesione pseudonodulare in ATD, di linfonodo, di cisti del collo, di sospetta lesione paratiroidea e di tumefazione di pertinenza salivare. Un rischio clinico pre-FNAB è stato attribuito ad ogni caso secondo dati clinici ed ecografici con una possibilità di score massimo di 11. Le risposte alla FNAB sono state suddivise in 5 categorie secondo i criteri dalla BTA (Thy1-Thy5). Dopo FNAB è stata attribuita una categoria decisionale compresa fra osservazione ed intervento che è stata confrontata a distanza (7-18 mesi) con il comportamento gestionale preso dal curante. Le informazioni sono state ottenute mediante inchiesta telefonica.
Risultati. 1) Appropriatezza: su base clinica ed ecografica nel 24% dei casi non è stata ritenuta appropriata l’effettuazione della FNAB per mancata conferma di un bersaglio significativo (34%) o per basso score di rischio pre-FNAB (range 0-2) (66%). La categoria decisionale nei noduli è stata nel 87% dei casi l’osservazione e nel 13% l’effettuazione di ulteriori indagini. 2) Efficacia attesa: la FNAB è stata eseguita nel 76% dei casi. Sono risultate diagnostiche, ma non classificabili secondo la BTA, le FNAB (3%) effettuate su tumefazioni linfonodali e del collo extratiroidee dove è risultata positiva la valutazione biochimica. Nell’82% dei restanti casi la risposta è stata Thy2 (osservazione) o Thy4-Thy5 (intervento). Rare (1%) sono state le risposte Thy3 (intervento). Le risposte Thy1 (16%) sono derivate da aspirazione di cisti colloidi (29%), di lesioni solide (10%) caratterizzate con PTH-FNAB e Tg-FNAB, di noduli (9%) non più rilevati alla ripetizione della FNAB, di noduli (16%) dove la FNAB era già una ripetizione dell’indagine (2003) non diagnostica e di noduli (9%) dove la presenza di tireociti normali, l’imaging scintigrafia «calda» e la presa decisione chirurgica sconsigliavano la ripetizione della FNAB. Nel 26% delle FNAB Thy1 la sua ripetizione è stata rifiutata. Nel complesso il 95% delle FNAB integrate dalla valutazione biochimica hanno portato ad un risultato utile nella gestione del paziente. È risultata significativa (P<0,001) la correlazione fra rischio clinico pre-FNAB e score citologico secondo BTA. Nessuna differenza in diametro è stata rilevata fra noduli a citologia adeguata (23,3±0,9 mm) e noduli a citologia non adeguata (25,2±1,6 mm). 3) Efficacia pratica: il 75% dei soggetti è stato raggiunto telefonicamente. Nella prevalenza dei casi l’osservazione è stata la scelta clinica più frequente dopo l’ecografia e/o FNAB. È risultata significativa (P<0,001) la correlazione fra la score decisionale formulato dopo-FNAB e la decisone clinica presa dal curante. 4) Efficienza dopo FNAB: 11 soggetti sono stati avviati ad intervento. Un quadro di DTC è stato rilevato nel 100% dei casi (n=1 carcinoma follicolare n=1 carcinoma insulare, n=9 carcinoma papillare). Il successo della FNAB (9/11) nello svelare lesioni maligne all’indagine istologica (11/11) è risultato significativo (P<0,05). I 2 casi di Thy 3 sono risultati: 1 carcinoma follicolare ed 1 adenoma follicolare con adiacente carcinoma papillare. L’incidenza del carcinoma tiroideo nella popolazione studiata è del 5,5%.
Conclusioni. 1) La FNAB in ecoguida rimane, insieme alla valutazione clinico-biochimica, il primo test diagnostico nella gestione del nodulo tiroideo; 2) uno score di rischio clinico pre-FNAB è utile per limitare il numero di indagini probabilmente inappropriate; 3) l’efficacia, in termini di risposte citologiche utili per la gestione del paziente dopo FNAB (e quando indicato dopo valutazioni biochimiche), è elevata e permette di stratificare i pazienti in classi con un iter successivo diverso; 4) la FNAB modula nella grande maggioranza dei casi la scelta clinica successiva; 5) i falsi negativi non possono essere esclusi mentre virtualmente assenti sono i falsi positivi; 6) ulteriori indicazioni potranno derivare da una casistica più ampia e nuove prospettive potranno venire dall’applicazione di altre tecniche associate alla FNAB.

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