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MINERVA ENDOCRINOLOGICA

Rivista sulle Malattie del Sistema Endocrino


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REVIEW  


Minerva Endocrinologica 2006 March;31(1):61-73

lingua: Inglese

Enzima aromatasi e morbo di Alzheimer

Hiltunen M., Iivonen S., Soininen H.

Department of Neurology, Brain Research Unit, Clinical Research Centre/Mediteknia, University Hospital and University of Kuopio, Kuopio, Finland


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L’enzima aromatasi, codificato dal gene CYP19, è responsabile della formazione di estrone ed estradiolo dagli androgeni C19 androstenedione e testosterone. Numerose linee di evidenza suggeriscono un ruolo importante per gli estrogeni così come per gli androgeni nei processi patogenetici chiave del morbo di Alzheimer (MA) quali la produzione di beta-amiloide, l’iperfosforilazione della proteina tau, lo stress ossidativo e l’apoptosi. Inoltre, studi epidemiologici depongono per un ruolo neuroprotettivo per gli estrogeni nel MA, ragione per cui la terapia estrogenica sostitutiva è stata ampiamente studiata come modo per migliorare la performance cognitiva e ridurre il rischio di MA. L’enzima aromatasi svolge un ruolo chiave in questo contesto, poichè controlla la biosintesi degli estrogeni e pertanto potrebbe esercitare i suoi effetti neuroprotettivi aumentando i livelli locali degli estrogeni nei neuroni danneggiati. Coerentemente con questo concetto, nei topi e nei ratti, le lesioni cerebrali up-regolano rapidamente l’espressione dell’aromatasi nelle cellule gliali in sede lesionale, suggerendo che essa possa essere coinvolta nella protezione dei neuroni danneggiati attraverso un incremento dei livelli estrogenici. Ulteriore supporto al ruolo dell’aromatasi nel MA deriva da recenti studi genetici, i quali hanno dimostrato che alcuni poliformismi genetici (SNP) del gene CYP19, da soli o in sinergia con altri geni di rischio per il MA, incrementano la suscettibilità allo sviluppo di MA. Questi studi genetici suggeriscono che il gene CYP19 può subire delle alterazioni funzionali capaci di coinvolgere la stabilità, espressione o attività dell’aromatasi. La caratterizzazione di queste nuove alterazioni potrà in ultima analisi condurre a nuove vie per la comprensione del MA e per lo sviluppo di nuovi approcci terapeutici a questa patologia.

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