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MINERVA ENDOCRINOLOGICA

Rivista sulle Malattie del Sistema Endocrino


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REVIEW  


Minerva Endocrinologica 2006 Marzo;31(1):27-46

lingua: Inglese

Inibitori dell’aromatasi e cancro della mammella

Miller W. R.

Edinburgh Breast Unit, University of Edinburgh, Western General Hospital, Edinburgh, UK


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Gli estrogeni sono coinvolti nello sviluppo e nella progressione del carcinoma mammario. Farmaci che inibiscono la produzione degli estrogeni (inibitori dell’aromatasi o aromatase inhibitors, AI) sono pertanto di estremo interesse come strategia sia preventiva sia terapeutica in queste neoplasie. Gli AI hanno attualmente un ruolo centrale nel trattamento del carcinoma mammario e sono in fase di studio per la sua prevenzione. Agenti di terza generazione sono in via di sviluppo mediante strategie di design farmacologico mirato.
Essi sono in grado di bloccare la produzione degli estrogeni e di ridurne i livelli in misura prima non possibile e senza modificare i livelli di altri ormoni. Tale riduzione selettiva degli estrogeni endogeni consente una terapia mirata per i carcinomi della mammella ormono-dipendenti. Questo approccio ha consentito di ottenere migliori risultati clinici nelle pazienti con queste neoplasie. Anastrozolo, letrozolo ed exemestano hanno tutti effetti antitumorali notevolissimi nelle donne postmenopausali con carcinoma della mammella e sono pari o superiori ad altri agenti endocrini comunemente utilizzati nel trattamento dei carcinomi ormono-sensibili in stadio avanzato oppure come adiuvanti alla chirurgia nella fasi precoci di malattia. Trial in corso ne stanno valutando l’efficacia nel contesto della prevenzione. Gli AI di terza generazione sono ben tollerati e non presentano effetti collaterali superiori a quelli della soppressione estrogenica. Esistono importanti differenze negli effetti endocrinologici e molecolari degli AI e dei SERM. Queste hanno delle implicazioni per la sequenza preferenziale nell’uso dei farmaci e nel setting in cui gli AI sono utilizzati. Poichè il principale ostacolo al loro uso è la resistenza primaria oppure acquisita, la scoperta dei meccanismi con cui tale resistenza si sviluppa fornisce speranze per il futuro. Uno studio più dettagliato degli AI metterà a disposizione importanti informazioni circa il coinvolgimento degli estrogeni nello sviluppo e nella progressione del tumore mammario. Di conseguenza, gli AI offrono benefici clinici importanti alle pazienti con tumore mammario e la promessa di un intervento relativamente non tossico nelle donne ad alto rischio di malattia.

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