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MINERVA ENDOCRINOLOGICA

Rivista sulle Malattie del Sistema Endocrino


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Minerva Endocrinologica 2006 March;31(1):1-12

Copyright © 2006 EDIZIONI MINERVA MEDICA

lingua: Inglese

Aromatasi e carcinoma della prostata

Ellem S. J., Risbridger G. P.

Centre for Urological Research, Monash Institute of Medical Research, Monash University, Clayton, Victoria, Australia


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La normale crescita e sviluppo della prostata richiedono la presenza e l’azione degli androgeni, che sono anche noti fattori rischio per lo sviluppo della patologia prostatica benigna e maligna. Paradossal-mente, l’incidenza di malattia prostatica aumenta con l’età quando i livelli sierici degli androgeni sono in declino e nuove evidenze suggeriscono che anche gli estrogeni possano essere importanti nella prostata normale, così come nell’eziologia della malattia prostatica. Entrambi i sottotipi di recettori estrogenici sono presenti nella prostata, dimostrando che la ghiandola risponde direttamente agli estrogeni. Recenti evidenze suggeriscono che gli estrogeni giocherebbero un ruolo nella malattia prostatica e dati sperimentali hanno dimostrato che alte dosi di estrogeni inducono una displasia premaligna e, in combinazione con alte dosi di androgeni, una trasformazione maligna. La produzione di estrogeni a partire dagli androgeni è mediata dall’enzima aromatasi, principalmente a livello mammario. La prostata esprime l’aromatasi nello stroma del tessuto benigno, mentre nel carcinoma vi è un’induzione dell’espressione epiteliale con alterata funzione del promoter. Sebbene la presenza dell’aromatasi a livello prostatico e la sua espressione aberrante nel carcinoma prostatico sia significativa, il suo ruolo e contributo alla carcinogenesi prostatica restano poco chiari. Modelli murini knock out (ArKO) e transgenici (AROM+) per l’aromatasi hanno rappresentato uno strumento ideale per studiare l’espressione dell’aromatasi nella prostata. Studi eseguiti su questi animali potranno condurre ad una migliore comprensione del ruolo svolto dall’aromatasi, e pertanto dagli estrogeni, nello sviluppo e nella progressione della malattia prostatica.

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