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MINERVA ENDOCRINOLOGICA

Rivista sulle Malattie del Sistema Endocrino


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REVIEW  


Minerva Endocrinologica 2004 Dicembre;29(4):161-74

lingua: Inglese, Italiano

Follow-up del carcinoma differenziato della tiroide

Pagano L., Klain M., Pulcrano M., Angellotti G., Fasano F., Salvatore M., Lombardi G., Biondi B.


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Il cancro della tiroide è il più comune tumore endocrino. I carcinomi papillare e follicolare ben differenziati rappresentano più del 90% dei tumori primitivi della tiroide. Il trattamento del carcinoma differenziato della tiroide (CDT) consiste nella tiroidectomia totale, nella terapia radiometabolica con 131I per l'ablazione del residuo e nella terapia con L-tiroxina. L'estensione dell'intervento chirurgico iniziale, l'indicazione alla terapia radiometabolica e il grado di soppressione del TSH sono tuttora oggetto di discussione, soprattutto in relazione al rischio di ripresa di malattia.
La tiroidectomia totale riduce il rischio di recidiva e facilita l'ablazione del residuo mediante terapia con 131I. Lo scopo della terapia con 131I è eradicare il tessuto tiroideo normale o tumorale così da migliorare la sensibilità della tireoglobulina (Tg) come marker tumorale e incrementare la sensibilità del total body con 131I (total body scan, TBS) nel localizzare la recidiva o la persistenza di malattia. La terapia TSH-soppressiva consente di ripristinare l'eutiroidismo e di sopprimere i livelli di TSH così da ridurre la crescita e la progressione del cancro tiroideo.
Dopo l'iniziale trattamento del CDT, l'obiettivo del follow-up è mantenere una terapia adeguata con L-tiroxina e individuare precocemente la comparsa o la persistenza della malattia attraverso la valutazione della Tg e del TBS dopo stimolo con TSH e l'ecografia del collo.
Il protocollo da seguire durante il follow-up è diverso in rapporto al rischio di recidiva. Le recenti innovazioni nel monitoraggio dei pazienti con CDT sono rappresentate dalla disponibilità del TSH ricombinante umano (rhTSH), e dalle nuove metodiche ultrasensibili per il dosaggio della Tg. Infatti, valori indosabili di Tg durante terapia TSH soppressiva con L-tiroxina non permettono di considerare il paziente in remissione, ed è richiesta la valutazione della Tg dopo stimolazione con TSH. Le informazioni diagnostiche ottenute mediante l'impiego del dosaggio della Tg dopo stimolo con rhTSH sono paragonabili a quelle ottenute dopo sospensione della terapia con tiroxina. Tuttavia l'utilizzo del rhTSH permette di evitare la comparsa dei sintomi legati all'ipotiroidismo acuto con effetti negativi sull'apparato cardiovascolare, epatico, renale e neurologico.
Nei pazienti a basso rischio, il dosaggio della Tg, dopo stimolo con TSH, e l'esame ecografico del collo sono sufficienti nel monitoraggio della malattia e il TBS diagnostico può essere evitato, poichè presenta una bassa sensibilità nella ricerca di recidiva. Questo protocollo di follow-up non può essere applicato in presenza di anticorpi anti-Tg, in pazienti con persistenza o ripresa di malattia e in pazienti non sottoposti a intervento chirurgico radicale. In presenza di una Tg indosabile dopo stimolo con TSH e di negatività dell'esame ecografico del collo, il paziente a basso rischio può essere considerato in remissione. Al contrario, una Tg dosabile dopo stimolo con TSH consente di selezionare i pazienti candidati ad altre procedure diagnostiche, in quanto sospetti di malattia persistente.

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