Home > Riviste > Minerva Endocrinologica > Fascicoli precedenti > Minerva Endocrinologica 2003 December;28(4) > Minerva Endocrinologica 2003 December;28(4):259-96

ULTIMO FASCICOLO
 

ARTICLE TOOLS

Estratti

MINERVA ENDOCRINOLOGICA

Rivista sulle Malattie del Sistema Endocrino


Indexed/Abstracted in: EMBASE, PubMed/MEDLINE, Science Citation Index Expanded (SciSearch), Scopus
Impact Factor 1,118


eTOC

 

REVIEW  


Minerva Endocrinologica 2003 December;28(4):259-96

lingua: Italiano

Nuove prospettive nella diagnosi e terapia dei tumori endocrini gastroenteropancreatici (GEP) con analoghi della somatostatina

Rubello D., Rufini V., De Carlo E., Martini C., Calcagni M. L., Sicolo N., Troncone L., Casara D.


PDF  


La diagnostica e terapia delle neoplasie endocrine gastroenteropancreatiche (GEP) hanno compiuto nell'ultimo decennio notevoli progressi in gran parte legati alla caratterizzazione dei recettori per la somatostatina e all'introduzione dei suoi analoghi a lunga durata d'azione. La scintigrafia recettoriale, con analogo radiomarcato (Octreoscan®), costituisce infatti l'esame di prima scelta per la stadiazione e il follow-up dei tumori endocrini GEP, grazie all'elevata sensibilità diagnostica per il tumore primitivo e le metastasi, e per la sua capacità di svelare lesioni non identificate dalle altre tecniche di imaging morfologico. La captazione degli analoghi della somatostatina da parte delle neoplasie consente di utilizzare queste sostanze anche come radiofarmaci per il trattamento dei casi avanzati. Fra i vari analoghi in sperimentazione, risultati interessanti sono stati ottenuti con il DOTA-lanreotide (MAURITIUS), il DOTA0Tyr3-octreotide (DOTATOC) e il DOTA0Tyr3-octreotate che possono essere legati stabilmente a radionuclidi beta emittenti, particolarmente idonei all'impiego terapeutico. Nell'ambito della terapia farmacologica dei tumori GEP, i trials clinici dimostrano che gli analoghi della somatostatina riducono la sintomatologia correlata alle sindromi dei tumori funzionalmente attivi e stabilizzano e/o rallentano la crescita neoplastica, migliorando nettamente la qualità di vita dei pazienti. Pur non essendo in grado, da soli, di indurre la guarigione della malattia, l'utilizzo precoce degli analoghi, associato al debulking chirurgico del tumore primitivo e delle metastasi, con eventuale embolizzazione o chemioembolizzazione, l'associazione di interferone, chemioterapici o terapia radiometabolica (indirizzati prevalentemente alla distruzione delle micrometastasi), aumentano nettamente le possibilità di radicalità dell'intervento terapeutico. La continua evoluzione della ricerca farmacologica permette di avere a disposizione sempre nuovi analoghi (octreotide LAR, lanreotide, vapreotide, BIM-23244, BN81644, PTR-3173, BIM-23A387, SOM-230, ecc.) dotati di differenti caratteristiche farmacocinetiche, diversa interazione recettoriale ed in grado di agire con più efficacia nelle singole situazioni cliniche. In questo contesto si inserisce la recente messa a punto di analoghi «chimerici». D'altra parte la diffusione delle metodiche di biologia molecolare ed immunoistochimica ci può permettere, in prospettiva, di meglio definire le caratteristiche recettoriali delle singole neoplasie endocrine, dopo la loro asportazione. La necessità di integrare competenze endocrinologiche, medico-nucleari, chirurgiche, oncologiche e laboratoristiche comporta un approccio multidisciplinare basato sull'utilizzo di protocolli diagnostico-terapeutici in grado di fornire risultati confrontabili. Non appare inoltre ingiustificato prevedere per il futuro uno scenario costituito da terapie «individualizzate» e più efficaci.

inizio pagina

Publication History

Per citare questo articolo

Corresponding author e-mail