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MINERVA ENDOCRINOLOGICA

Rivista sulle Malattie del Sistema Endocrino


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Minerva Endocrinologica 2003 June;28(2):181-90

Copyright © 2003 EDIZIONI MINERVA MEDICA

lingua: Italiano

La chirurgia radioguidata nell’iperparatiroidismo primitivo. Indicazioni cliniche e procedura tecnica

Rubello D., Manente S., Piotto A., Pagetta C., Pelizzo M. R., Casara D.


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Obiettivo. Lo scopo del presente studio è stato quello di valutare l'utilità della tecnica della sonda gamma intraoperatoria in un gruppo di 128 pazienti con iperparatiroidismo primitivo (IP).
Metodi. In previsione dell'intervento chirurgico tali pazienti sono stati omogeneamente sottoposti ad un protocollo diagnostico, comprendente una scintigrafia con doppio tracciante (99mTc-Pertecnetato/ 99mTc-MIBI) ed una ecotomografia del collo, eseguite in un'unica seduta. Quindi, sono stati tutti operati dallo stesso team chirurgico.
Risultati. In 97 pazienti con evidenza scintigrafica ed ecografica di singolo ingrandimento paratiroideo e normale ghiandola tiroidea, è stata pianificata una chirurgia radioguidata mini-invasiva (CRM). In 94 di questi 97 pazienti (96,9%) la CRM è stata condotta con successo mediante asportazione di un singolo adenoma paratiroideo (AP) attraverso una piccola incisione cutanea di 2-2,5 cm; nei restanti 3/97 pazienti (3,1%) si è resa necessaria la conversione ad un'esplorazione chirurgica bilaterale del collo, a causa della diagnosi intraoperatoria di un carcinoma paratiroideo in 2 casi e di patologia multighiandolare (PMG) suggerita dalla persistenza di valori elevati di paratormone (PTH) intraoperatorio in 1 caso. Va segnalato che l'utilizzo della SGI ha consentito di effettuare un'esplorazione chirurgica limitata anche in 18 dei 23 pazienti che erano già stati sottoposti precedentemente ad intervento sulla tiroide e/o sulle paratiroidi. In un secondo gruppo di 31 pazienti con presunta diagnosi preoperatoria di PMG (5 casi) o di gozzo nodulare concomitante all'IP (26 casi), la SGI è stata utilizzata in corso di un'esplorazione chirurgica bilaterale standard del collo e ha permesso di localizzare: una ghiandola paratiroidea ectopica in sede timica in 1 caso di PMG, un AP sito nei piani profondi del collo in 2 casi con gozzo e un AP ectopico alla biforcazione della carotide in 1 altro caso con gozzo. Va tuttavia precisato che in alcuni altri pazienti con gozzo è risultato difficile distinguere intraoperatoriamente i nodi tiroidei da un AP adeso alla tiroide stessa.
Conclusioni. Sulla base dei dati del presente studio possiamo concludere che: 1) in pazienti con IP con quadro scintigrafico ed ecografico ad alta probabilità per singolo AP e tiroide normale, la tecnica della SGI risulta essere efficace nell'esecuzione di una CRM; 2) 37 MBq di 99mTc-MIBI corrispondono ad una dose sufficiente ed adeguata alla corretta esecuzione della CRM; 3) il dosaggio intraoperatorio del PTH rapido è da raccomandarsi per confermare la completa rimozione del tessuto paratiroideo iperfunzionante; 4) la CRM può essere impiegata con successo anche in quei pazienti sottoposti precedentemente a chirurgia tiroidea o paratiroidea allo scopo di limitare il trauma chirurgico legato al reintervento e, quindi, a ridurre il rischio di complicanze; 5) la SGI sembra non essere, invece, una tecnica raccomandabile in pazienti con IP e concomitante gozzo, con la possibile eccezione per gli AP ectopici.

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