Home > Riviste > Minerva Endocrinologica > Fascicoli precedenti > Minerva Endocrinologica 2003 Giugno;28(2) > Minerva Endocrinologica 2003 Giugno;28(2):103-10

ULTIMO FASCICOLOMINERVA ENDOCRINOLOGICA

Rivista sulle Malattie del Sistema Endocrino


Indexed/Abstracted in: EMBASE, PubMed/MEDLINE, Science Citation Index Expanded (SciSearch), Scopus
Impact Factor 1,118


eTOC

 

REVIEW  


Minerva Endocrinologica 2003 Giugno;28(2):103-10

lingua: Inglese

Islet allotransplantation in type 1 diabetic patients

Bertuzzi F., Maffi P., Nano R., Aldrighetti L., Clissi B., Melzi R., Antonioli B., Marzorati S., Davalli A. M., Secchi A., Di Carlo V.


PDF  ESTRATTI


Il trapianto di isole pancreatiche è stato proposto più di 10 anni fa come trattamento in grado di normalizzare la omeostasi glucidica nei pazienti affetti da diabete mellito di tipo 1. Sin dall'inizio l'interesse da parte dei pazienti verso questa procedura è stato grande, per la sua semplicità e la bassa percentuale di complicanze: il trapianto avviene infatti in anestesia locale tramite una iniezione transepatica percutanea. I primi risultati clinici non furono però all'altezza delle aspettative, con una bassa percentuale di insulino indipendenza nei riceventi e con una funzione limitata nel tempo. Recentemente, grazie soprattutto alla introduzione di una nuova terapia immunosoppressiva, i risultati sono nettamente migliorati: l'insulino indipendenza è stata raggiunta in tutti i riceventi e mantenuta in più del 70% circa dei casi a due anni dal trapianto. Il limite di questa procedura è rappresentato dalla necessità della terapia immunosoppressiva, come tutti i trapianti d'organo, che limita l'indicazione al trapianto di isole a pazienti diabetici già in terapia immunosoppressiva per altri trapianti e a pazienti con un diabete molto scompensato, intrattabile anche con le più moderne strategie di trattamento insulinico, con una bassa qualità di vita e destinati a sviluppare precocemente le complicanze diabetiche. Altri problemi sono rappresentati dalla durata a lungo termine della funzione delle isole trapiantate, che sembra ridursi progressivamente nel tempo, e dalla scarsità di organi che limita il numero di trapianti eseguibili all'anno.

inizio pagina