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MINERVA ENDOCRINOLOGICA

Rivista sulle Malattie del Sistema Endocrino


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  ORMONE DELLA CRESCITA: ASPETTI CLINICI


Minerva Endocrinologica 2003 Marzo;28(1):1-2

lingua: Italiano

La secrezione dell'ormone della crescita nello scompenso cardiaco

Giustina A., Bonadonna S., Burattin A., Manelli F., Lorusso R., Volterrani M., Villa S., Dei Cas L., Agabiti Rosei E.


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L'ormone della crescita (GH) è un ormone peptidico prodotto dall'ipofisi che, oltre a regolare la crescita in età pediatrica, svolge azioni anaboliche dirette o mediate dall'insulin like growth factor-I (IGF-I) anche nell'adulto.
In particolare la presenza di recettori per GH ed IGF-I a livello delle membrane dei miociti cardiaci è stata osservata in diverse specie animali.
Il GH influenza la struttura e la funzione del ventricolo sinistro. Per quanto attiene la secrezione spontanea di GH, alcuni dati suggeriscono che l'ipofisi possa avere un ruolo compensatorio nella risposta endocrina allo scompenso cardiaco. La severità del grado di scompenso cardiaco appare strettamente correlata ai livelli circolanti di GH durante la notte. I parametri di secrezione notturna spontanea del GH ed i livelli di IGF-I circolante in pazienti con scompenso cardiaco mostrano una variabilità tra il range basso della popolazione normale ed una attività di secrezione spontanea molto pronunciata. Pertanto emergono in questo gruppo di pazienti da una parte il problema di una resistenza periferica al GH, dall'altra la possibile riduzione dell'attività dell'asse GH/IGF-I. In pazienti da noi studiati l'infusione per 24 ore di GH esogeno induceva un incremento della concentrazione di GH pari a 5 volte rispetto i livelli basali e l'IGF-I aumentava di circa il 50%.
Anker e coll. hanno suggerito di valutare, nei pazienti con scompenso cardiaco congestizio, lo stato nutrizionale, osservando che l'asse GH/IGF-I non differiva dai controlli nei pazienti non cachettici, mentre i pazienti cachettici mostravano le caratteristiche della sindrome da resistenza al GH.
È interessante notare che gli effetti cardiovascolari della somministrazione del GH sembrano dipendere solo marginalmente dallo stato emodinamico basale del soggetto. Al contrario l'assetto ormonale basale dei soggetti sembrava essere di una certa rilevanza nel determinare la risposta cardiovascolare all'infusione di GH. Infatti i soggetti con livelli basali bassi di IGF-I ma con secrezione spontanea elevata di GH sono coloro che sembrano avere una risposta meno brillante sia endocrina che emodinamica in risposta all'infusione di GH.
Contrastanti sono stati fino ad ora i risultati pubblicati in letteratura sul trattamento con GH in pazienti affetti da scompenso cardiaco congestizio, mostrando in alcuni casi miglioramento clinico, mentre in altri effetti benefici non significativi l'eterogeneità endocrina della popolazione di pazienti scompensati potrebbe rendere ragione di questi risultati discrepanti. D'altro canto è risultata fortemente variabile soprattutto la risposta dell'IGF-I alla somministrazione di GH.
Pertanto, sebbene vi siano discrete evidenze cliniche che la somministrazione di GH soprattutto in acuto (ma anche in cronico) possa avere effetti benefici nei pazienti con scompenso cardiaco, i dati della letteratura suggeriscono che tutti gli studi sull'effetto clinico della secrezione del GH sull'apparato cardiocircolatorio necessitano di essere disegnati considerando lo stato endocrino basale dei soggetti. Particolarmente riteniamo di sottolineare l'opportunità di arruolamento in questi studi di pazienti con resistenza periferica al GH; infatti, i dati finora pubblicati suggeriscono che tali pazienti risentiranno meno dell'effetto benefico atteso dalla somministrazione di GH. D'altra parte è verosimile che i pazienti all'altro estremo dello spettro delle alterazioni dell'asse GH ­ IGF-I, cioè con ridotta riserva ipofisaria del GH (esaurimento del meccanismo virtuoso compensatorio) siano coloro i quali maggiormente beneficiano in termini clinici della somministrazione esogena dell'ormone.

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