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MINERVA ENDOCRINOLOGICA

Rivista sulle Malattie del Sistema Endocrino


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REVIEW  


Minerva Endocrinologica 2002 June;27(2):95-118

lingua: Inglese, Italiano

Valutazione biochimica e per immagini della sindrome di Cushing

Newell-Price J., Grossman A.


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L'endocrinologia clinica incontra tuttora notevoli difficoltà nella formulazione della diagnosi e della diagnosi differenziale della sindrome di Cushing. Il presente studio è articolato in due tempi, miranti, rispettivamente, all'elaborazione della diagnosi e della diagnosi differenziale.
Tradizionalmente la diagnosi si è fondata sulla determinazione dei livelli urinari di cortisolo libero, sul test con desametasone a basse dosi e sulla determinazione del cortisolo notturno. In tempi più recenti, i dosaggi con CRH desametasone-soppresso e quelli con desmopressina hanno permesso di differenziare la malattia lieve dagli stati pseudo-Cushing.
I metodi applicati per la diagnosi differenziale sono diventati più sofisticati, e comprendono criteri ottimizzati di risposta per i dosaggi con CRH umano e ovino, desmopressina, GHBP e con una combinazione di peptidi. Nonostante l'evoluzione e affinamento di questi test assolutamente non invasivi, è spesso necessario sottoporre i pazienti anche al cateterismo dei seni petrosi inferiori o dei seni cavernosi.
La diagnostica per immagini dipende dalla valutazione biochimica. La risonanza magnetica rimane la metodica di elezione per il morbo di Cushing, nonostante risulti sovente negativa. La scintigrafia con l'impiego di agonisti marcati con radionucleotide per i recettori comunemente espressi dai tumori neuroendocrini per evidenziare una malattia occulta ACTH-dipendente rimane deludente.
La nota analizza criticamente i test impiegati per la diagnosi di questa malattia, senz'altro tra le più difficili da riconoscere dal punto di vista clinico.

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