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MINERVA ENDOCRINOLOGICA

Rivista sulle Malattie del Sistema Endocrino


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  NUOVE STRATEGIE DIAGNOSTICHE E TERAPEUTICHE: GLI ANALOGHI DELLA SOMATOSTATINA. Parte II


Minerva Endocrinologica 2001 December;26(4):197-214

Copyright © 2001 EDIZIONI MINERVA MEDICA

lingua: Italiano

L’imaging radioisotopico dei tumori neuroendocrini. Quale radiofarmaco e quale metodica?

Bombardieri E., Maccauro M., Castellani M. R., Chiti A., Procopio G., Bajetta E., Seregni E.


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I tumori neuroendocrini possono essere visualizzati con vari radiofarmaci che sfruttano diversi meccanismi di captazione. Quelli più usati sono la metaiodobenzilguanidina (123I o 131I-MIBG) e l'111In-pentetreotride; la prima utilizza le vie metaboliche delle catecolamine, mentre il secondo si lega specificamente ai recettori per la somatostatina che sono espressi con elevata intensità da questo tipo di tumori. Altri traccianti, quali gli anticorpi monoclonali anti-CEA, anti-cromogranina e anti-GD2 rivestono oggi soltanto valore sperimentale. Il 99mTc(V)DMSA ha avuto indicazioni molto specifiche (tumori midollari della tiroide), ma recentemente è uscito dalla produzione industriale. Una serie di nuovi peptidi a tropismo recettoriale è in fase di sviluppo e di attiva valutazione, alla ricerca di una maggior selettività. Tra i radiofarmaci positrone-emettitori, il 18F-deossiglucosio (FDG), oggi considerato il tracciante di maggiore successo per le applicazioni oncologiche della PET, non ha dimostrato una significativa captazione nei tessuti neuroendocrini ad elevata differenziazione e a basso indice proliferativo, mentre sembra utile nel visualizzare le neoplasie scarsamente differenziate con elevato indice mitotico. Sono oggetto di studio radiofarmaci marcati con 11C; il precursore della serotonina 5-idrossitriptofano (5-HTP) ha dimostrato una aumentata captazione nei carcinoidi e la L-DOPA ha fornito prova di efficacia nel visualizzare i tumori endocrini del pancreas. La DOPA radiomarcata con 18F sembra offrire più interessanti prospettive. Questa review vuol sintetizzare il potenziale ruolo delle tecniche medico nucleari nella diagnosi dei tumori neuroendocrini e sottolinea l'importanza della medicina nucleare nella gestione clinica di queste malattie.

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