Home > Riviste > Minerva Endocrinologica > Fascicoli precedenti > Minerva Endocrinologica 2001 June;26(2) > Minerva Endocrinologica 2001 June;26(2):65-88

ULTIMO FASCICOLO
 

ARTICLE TOOLS

Estratti

MINERVA ENDOCRINOLOGICA

Rivista sulle Malattie del Sistema Endocrino


Indexed/Abstracted in: EMBASE, PubMed/MEDLINE, Science Citation Index Expanded (SciSearch), Scopus
Impact Factor 1,118


eTOC

 

REVIEW  


Minerva Endocrinologica 2001 June;26(2):65-88

lingua: Italiano

La terapia insulinica

Brunetti P.


PDF  


Gli studi classici di intervento condotti nel diabete di tipo 1 (DCCT) e nel diabete di tipo 2 (UKPDS, Kumamoto) hanno dimostrato in modo incontrovertibile che un controllo metabolico ottimale ottenuto con la terapia intensiva, sia essa insulinica,ipoglicemizzante orale o semplicemente dietetica, è in grado di prevenire in larga misura le complicanze micro e macrovascolari della malattia
La terapia insulinica intensiva può essere realizzata, in una casistica selezionata, con una infusione insulinica sottocutanea continua mediante pompa. Risultati altrettanto validi possono peraltro ottenersi con una terapia multiniettiva basata sull'impiego di associazioni razionali di preparati di insulina ad azione rapida e ad azione ritardata.
Un'importante opzione terapeutica viene offerta dall'attuale disponibilità degli analoghi ad azione apida (insulina «lispro» e insulina «aspart») caratterizzati da modificazioni aminoacidiche nella porzione C-terminale della catena B e, di conseguenza, da una rapida velocità di assorbimento del tessuto sottocutaneo.
Gli analoghi ad azione rapida possono associarsi a dosi multiple di insulina NPH con l'obiettivo di ricostituire, insieme ai picchi prandiali di insulina, anche l'insulinemia basale, essenziale per il controllo della glicemia mattutina. Nuove prospettive di terapia si apriranno fra breve con la disponibilità di miscele precostituite di analoghi rapidi ed NPH e di nuove insuline ad azione ritardata. Interessanti appaiono al proposito le caratteristiche farmacocinetiche dell'insulina «glargina». La neutralità del punto isoelettrico della «glargina» determina infatti la formazione di un deposito sottocutaneo dal quale l'insulina viene riassorbita con notevole gradualità nell'arco di 20-24 ore. Inoltre, è attualmente in fase di sperimentazione una insulina coniugata con un acido grasso saturo che conferisce alla molecola la capacità di legarsi con l'albumina serica ed interstiziale. Dal deposito così costituito l'insulina viene successivamente rilasciata in modo graduale.
Gli schemi di terapia insulinica sono molteplici in rapporto ai diversi tipi di diabete, al diverso grado di deficit insulinico ed alle caratteristiche cliniche dei singoli pazienti diabetici. Per tutti vale, comunque, la regola di ridurre quanto possibile la glicemia media e l'emoglobina glicata che ne è l'espressione e di contenere le elevazioni postprandiali della glicemia che rappresentano un fattore di rischio indipendente.

inizio pagina

Publication History

Per citare questo articolo

Corresponding author e-mail