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MINERVA CHIRURGICA

Rivista di Chirurgia


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ARTICOLI ORIGINALI  


Minerva Chirurgica 2014 Febbraio;69(1):17-26

lingua: Inglese

Peritonectomia con chemio-ipertermia in pazienti con carcinoma epiteliale dell’ovaio avanzato o ricorrente: studio di coorte effettuato in un singolo centro

Massari R. 1, Barone M. 1, Basilico R. 2, Carella C. 3, Colasante A. 4, De Tursi M. 3, Filippone A. 2, Guetti L. 1, Mani A. 1

1 Istituto di Clinica Chirurgica Centro di Riferimento Regionale Neoplasie Peritoneali Università di Chieti, Chieti, Italy;
2 Istituto di Scienze Radiologiche Università di Chieti, Chieti, Italy;
3 Istituto di Oncologia Università di Chieti, Chieti, Italy;
4 Istituto di Anatomia Patologica Università di Chieti, Chieti, Italy


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OBIETTIVO: La carcinosi peritoneale rappresenta l’evoluzione della storia naturale di alcune neoplasie primitive endoaddominali (cancro colon-retto, carcinoma ovarico, carcinoma endometriale, mucocele appendicolare e mesotelioma peritoneale). In passato, tale condizione rappresentava uno stadio terminale e pertanto una condizione con scarsa prognosi. Il carcinoma ovarico, per via della sua propensione all’invasione locoregionale per estensione a visceri viciniori, rappresenta una della cause più comuni di carcinosi peritoneale. I primi risultati riguardo il trattamento combinato (chirurgia citoriduttiva e HIPEC) della carcinosi peritoneale da carcinoma ovarico risalgono all’ultimo decennio del XX secolo. Oggi, tale trattamento rappresenta una strategia terapeutica consolidata con buoni risultati in termini di sopravvivenza e qualità di vita delle pazienti, sebbene non sia scevra da rischi procedurali e chirurgici.
METODI: Lo studio riporta l’esperienza acquisita dagli autori nel trattamento della carcinosi peritoneale da Advanced e Recurrent Ovarian Cancer. Gli endpoints prefisatti sono stati il Disease Free Survival e l’Overall Survival in relazione con gli indici di attività di malattia: Peritoneal Cancer Index e Completeness of Cytoreduction score. Eventuali correlazioni statistiche e cliniche sono state analizzate a mezzo di una clusterizzazione delle pazienti secondo i suddetti parametri.
RISULTATI: Gli autori hanno raggiunto una citoriduzione ottimale (CC-0) nel 100% delle pazienti che si presentavano con un PCI minore di 15. Il trattamento integrato risulta essere una metodica gravata da complicanze minori (40% dei casi) e maggiori (16% dei casi). L’Overall Survival medio è stato di 30,8 mesi e un Disease Free Survival di 12 mesi.
CONCLUSIONI: Dall’analisi condotta, si può a ragione asserire che il trattamento combinato offra nuove prospettive nella terapia del carcinoma ovarico avanzato e ricorrente. La stategia CRS+ HIPEC sebbene ad oggi rappresenti il gold standard, non è scevra da rischi. La discordanza dei dati e dei risultati presenti in letteratura, indicano come sia auspicabile il proseguio di ulteriori studi di fase III al fine di standardizzare indicazioni e controindicazioni al trattamento integrato della carcinosi peritoneale da carcinoma ovarico.

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