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MINERVA CHIRURGICA

Rivista di Chirurgia


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ARTICOLI ORIGINALI  


Minerva Chirurgica 2013 Dicembre;68(6):551-8

lingua: Inglese

Trattamento della carcinosi peritoneale di origine colorettale mediante citoriduzione, peritonectomia e HIPEC: risultati preliminari in pazienti altamente selezionati

Robella M., Vaira M., Marsanic P., Mellano A., Cinquegrana A., Sottile A., De Simone M.

Unit of Surgical Oncology, I.R.C.C.S. ,(Scientific Institute for Cancer Research and Treatment)Candiolo, Turin, Italy


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Obiettivo. La carcinosi peritoneale (CP) è una delle vie di diffusione delle neoplasie addominali ed è generalmente considerata una malattia letale, con una prognosi sfavorevole se trattata esclusivamente mediante chemioterapia standard. Mentre la chemioterapia sistemica ha scarso impatto sul trattamento della malattia peritoneale, alcuni centri hanno riportato risultati incoraggianti in termini di sopravvivenza globale (OS) e di sopravvivenza libera da malattia (DFS) mediante citoriduzione chirurgica associata a chemioterapia ipertermica intraperitoneale (HIPEC). Lo scopo di questo articolo è valutare il beneficio in termini di sopravvivenza e la morbidità nei pazienti affetti da CP di origine colo-rettale sottoposti presso il nostro Istituto a chirurgia citoriduttiva associata ad HIPEC.
Metodi. Nel nostro istituto, dall’ottobre 1995 a giugno 2012, sono state eseguite circa 550 operazioni per CP; in più di 300 casi si è trattato di citoriduzioni associate ad HIPEC. Su 90 operazioni eseguite per cancro colorettale vi sono state: 50 citoriduzioni e HIPEC, 12 citoriduzioni e EPIC (chemioterapia postoperatoria intraperitoneale) e 28 debulking o laparoscopie/laparotomie esplorative. Per il presente studio, sono stati presi in considerazione 50 pazienti sottoposti a citoriduzione e HIPEC per CP di origine colorettale.
Risultati. I tassi di morbidità e mortalità globali sono stati del 34% (17/50) e del 2% (1/50), rispettivamente. I pazienti sono stati suddivisi in due gruppi in base al PCI (indice di cancro peritoneale, range 0-39) e al CC-score (completezza della citoriduzione): nel gruppo A (23 pazienti, PCI>16, CC-2) la mediana di sopravvivenza globale è stata di 15 mesi rispetto a 48,1 mesi raggiunti dal gruppo B (27 pazienti, PCI ≤16, CC-0/1). La scarsa sopravvivenza del gruppo A sembra essere correlata al più alto PCI e alla minor completezza della citoriduzione.
Conclusioni. La selezione dei pazienti sulla base di un PCI massimo di 16 associata alla possibilità di ottenere una citoriduzione completa (CC-0) hanno raggiunto risultati incoraggianti.

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