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MINERVA CHIRURGICA

Rivista di Chirurgia


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ARTICOLI ORIGINALI  


Minerva Chirurgica 2013 June;68(3):299-306

lingua: Italiano

Le protesi colorettali come bridge to surgery nelle occlusioni intestinali acute

Giannessi S. 1, Paroli G. M. 1, Fedi M. 1, Riccadonna S. 1, Gori A. 1, Lombardi M. 2, Colugnat D. 2, Da Massa Carrara P. 2, De Carli V. 2

1 Unità Operativa di Chirurgia Generale Azienda USL 3, Ospedale “del Ceppo Pistoia, Italia;
2 Area Funzionale Medica Sezione di Endoscopia Digestiva Ospedale “del Ceppo”, Pistoia, Italia


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Obiettivo. Il posizionamento delle protesi colorettali è indicato nel trattamento di stenosi neoplastiche del colon-retto che determinano una occlusione intestinale. In questo ambito si possono verificare due distinte situazioni cliniche: a) l’occlusione è determinata da una neoplasia ancora in uno stadio operabile in maniera radicale ed in un paziente che ha un rischio operatorio accettabile; b) l’occlusione è determinata da una neoplasia avanzata (localmente o con metastasi a distanza) o il paziente ha condizioni cliniche così complesse che rendono il rischio operatorio inaccettabile.
Metodi. Dall’agosto 2009 all’aprile 2012 abbiamo trattato con protesi coliche 39 pazienti, 20 di questi con scopo palliativo. In 19 pazienti la protesi è stata posizionata come bridge to surgery; di questi ultimi 8 erano donne e 11 uomini di età media 61,4 anni (range 36-81).
Risultati. Il successo tecnico è stato del 97,5% (39/40) pazienti. La durata media della metodica è stata di circa 60 minuti (range 15-120). In 39 pazienti lo stent ha risolto immediatamente lo stato occlusivo, ed in 19 ha permesso di eseguire una adeguata preparazione intestinale con successivo intervento di resezione con un tempo medio di 25 giorni dal posizionamento. Nessuna stomia è stata confezionata. Tra i pazienti sottoposti alla procedura si è verificata un caso di perforazione intestinale.
Conclusioni. In conclusione, la metodica è complessa e necessita di un team medico-infermieristico qualificato in grado di risolvere anche le situazioni più complesse come le stenosi particolarmente severe, irregolari o molto distanti dall’ano come nel caso del colon dx. Tali manovre si associano ad una percentuale di successo tecnico e clinico in genere molto alto anche se molta attenzione deve essere posta al problema delle complicanze ed in particolare a quello della perforazione intestinale.

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