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MINERVA CHIRURGICA

Rivista di Chirurgia


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CASI CLINICI  


Minerva Chirurgica 2013 Aprile;68(2):213-9

lingua: Italiano

Considerazioni medico legali sulla chirurgia protesica della disfunzione erettile in un caso di malattia di La Peyronie

Ricci S., Massoni F., Simeone C.

Dipartimento di Scienze Anatomiche Istologiche, Medico legali e dell’Apparato locomotore Università degli Studi “Sapienza”, Roma, Italia;


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La malattia di La Peyronie è caratterizzata dalla presenza di una placca fibrosa anelastica della tunica albuginea del pene che interessa il 3-10% della popolazione maschile. La cicatrice fibrosa causa la curvatura del pene eretto, che impedisce la penetrazione. Nella fase di stabilizzazione la placca può provocare una disfunzione erettile (20-54%) di vario grado. Nel trattamento dello stato stabilizzato, il gold standard è rappresentato dalla chirurgia e nel caso di disfunzione erettile coesistente sussiste l’indicazione al posizionamento di una protesi peniena. Questo intervento è gravato da un incremento delle variabili che possono inficiare l’esito, come le caratteristiche cliniche individuali e la funzionalità del dispositivo. Il caso riguarda un paziente affetto da disfunzione erettile associata alla malattia di La Peyronie sottoposto a intervento di impianto di protesi peniena idraulica tricomponente. In seguito all’intervento si è verificato un malfunzionamento della protesi, che ha richiesto una manovra di scarico in sedazione e, dato l’insuccesso, la revisione chirurgica della pompa scrotale. A quest’ultima è seguita la dislocazione del cilindro della protesi e un nuovo intervento per il reinserimento della protesi e la riparazione del corpo cavernoso sinistro. Dopo due mesi risultava un differente posizionamento dei due cilindri inseriti nei corpi cavernosi, con l’estremo craniale di quello di sinistra posizionato 2 cm al di sotto del controlaterale. L’insuccesso del trattamento chirurgico in questo caso evidenzia una condotta negligente e la responsabilità dei sanitari che non hanno considerato in maniera adeguata le variabili, cliniche e non, che avrebbero potuto condizionare l’esito dell’intervento.

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