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MINERVA CHIRURGICA

Rivista di Chirurgia


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Minerva Chirurgica 2013 April;68(2):163-8

lingua: Inglese

L’infusione di cellule CD133+ autologhe potenzia l’effetto dell’embolizzazione portale (PVE)

Canepa M. C. 1, Quaretti P. 2, Perotti C. 3, Vercelli A. 2, Rademacher J. 1, Peloso A. 1, Barbieri L. 1, Franchi E. 1, Briani L. 1, Gaspari A. 1, Brugnatelli S. 4, Pedrazzoli P. 4, Dionigi P. 1, Maestri M. 1

1 Department of General Surgery I IRCCS Policlinico San Matteo Pavia and University of Pavia, Pavia, Italy;
2 Department of Radiology IRCCS Policlinico San Matteo Pavia, Pavia, Italy;
3 Department of Immunohematology IRCCS Policlinico, San Matteo, Pavia, Italy;
4 Department of Oncology IRCCS Policlinico San Matteo Pavia, Pavia, Italy


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Obiettivo. Il trattamento standard per i tumori epatici primitivi e secondari è la resezione epatica. Quando il volume epatico residuo previsto (future liver remnant volume, FLRV) è inferiore al 30% del parenchima (nei fegati sani) o al 40% (nei fegati affetti da cirrosi o dopo trattamenti chemioterapici), l’esecuzione di una resezione epatica comporta rischi elevati di gravi complicanze. L’embolizzazione portale (PVE) è considerata una tecnica capace di stimolare la rigenerazione epatica, aumentando il valore di FLRV. Recentemente le terapie cellulari hanno dimostrato un potenziale impiego nel campo della rigenerazione di tessuti. Questo presenta una preliminare evidenza clinica dell’effetto sinergico tra PVE e autotrasfusione di cellule CD133+.
Metodi. Lo studio ha arruolato sedici pazienti. I criteri di inclusione sono stati: presenza di neoplasia epatica primitiva o secondaria con FLRV<30% o 40% (se cirrosi o altra causa di epatopatia). Dopo esecuzione di volumetria basale (TAC) i pazienti sono stati sottoposti a mobilizzazione delle cellule CD133+ con G-CSF e raccolta per plasmaferesi e purificazione immunomagnetica. Le cellule sono state quindi somministrate contestualmente all’esecuzione di PVE nel lobo sano controlaterale. I risultati sono stati valutati con TAC volumetrica a 30 giorni.
Risultati. I pazienti trattati (N.=6) hanno evidenziato una ipertrofizzazione significativamente maggiore (Mann-Whitney test P<0.001, two sided) rispetto ai controlli in cui è stata eseguita la PVE convenzionale (N.=10)
Conclusioni. L’impiego di cellule staminali autologhe nell’ipertrofizzazione epatica offre prospettive cliniche di trattamento per pazienti non convenzionalmente resecabili.

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