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MINERVA CHIRURGICA

Rivista di Chirurgia


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  CARCINOMA COLORETTALE


Minerva Chirurgica 2013 Febbraio;68(1):11-26

lingua: Inglese

Chemioradioterapia del carcinoma rettale

Arrazubi V. 1, Suárez J. 2, Novas P. 1, Pérez-Hoyos M. T. 1, Vera R. 2, Martínez Del Prado P. 1

1 Hospital Universitario de Basurto, Bilbao, Spain;
2 Complejo Hospitalario de Navarra, Pamplona, Spain


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Il trattamento del carcinoma rettale localmente avanzato è una sfida. Intervento chirurgico, chemioterapia e radioterapia compongono la terapia multimodale somministrata nella maggioanza dei casi. Pertanto, è necessario un approccio multidisciplinare. Poiché questa neoplasia presenta una percentuale elevata di recidiva locale, l’impegno è stato rivolto a migliorare i risultati clinici, minimizzando la tossicità e conservando la qualità della vita. Così, la tecnica di escissione totale del mesoretto è stata sviluppata come intervento chirurgico standard e la chemioterapia e la radioterapia sono state definite come trattamento neoadiuvante. Entrambi gli approcci riducono la recidiva locoregionale. Sono emersi due trattamenti neoadiuvanti come standard di cura: ciclo breve di radioterapia e ciclo lungo di chemioterapia con fluoropirimidine; tuttavia, la chemioradioterapia a lungo periodo potrebbe essere più appropriata per neoplasie del retto basso, tumori voluminosi o con margini quasi circonferenziali. Se il trattamento neoadiuvante non è sommistrato e lo stadio localmente avanzato è dimostrato nei campioni chirurgici, si raccomanda la chemioradioterapia adiuvante. L’aggiunta di chemioterapia al regime di trattamento conferisce un vantaggio significativo. La chemioterapia adiuvante è ampiamente accettata, nonostante le scarse prove del suo beneficio. Il momento ottimale per l’intervento chirurgico dopo terapia neoadiuvante, il trattamento di neoplasie T3N0 a basso rischio, la convenienza di evitare la radioterapia in alcuni casi e l’adattamento del trattamento alla risposta patologica sono temi ricorrenti di dibattito che necessitano una ricerca più ampia. L’aggiunta di nuovi farmaci, la modifica della sequenza di trattamento e la selezione del trattamento in base a fattori prognostici e predittivi diversi dallo stadio rimangono sperimentali.

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