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Rivista di Chirurgia


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  TRAPIANTO DI ORGANI


Minerva Chirurgica 2012 Febbraio;67(1):1-13

lingua: Inglese

Trapianto di fegato: ruolo della terapia immunosoppressiva e fattori di rischio di insufficienza renale e malattia cardiovascolare

Tinti F. 1, 2, Mitterhofer A. P. 2, Muiesan P. 1

1 The Liver Unit, Queen Elizabeth Hospital Birmingham, Edgbaston, Birmingham, UK
2 Department of Clinical Medicine, Nephrology and Dialysis, La Sapienza University, Rome, Italy


PDF  ESTRATTI


Negli ultimi anni i progressi compiuti nella terapia immunosoppressiva, nella preservazione degli organi e nelle tecniche chirurgiche, oltre ad una ottimale gestione delle complicanze post-trapianto, hanno favorito un miglioramento nella sopravvivenza dei pazienti trapiantati di fegato. Tale prolungamento della sopravvivenza oltre i 50-60 anni è risultato in un aumentata prevalenza di complicanze, in particolare di insufficienza renale cronica (CKD) e malattie cardiovascolari (CVD). L’insufficienza renale e le complicanze cardiovascolari nell’ambito del trapianto epatico sono associate ad un aumento della morbilità e della mortalità. I pazienti che sviluppano CKD post-trapianto presentano un rischio di mortalità 4 volte maggiore, mentre la CVD è la principale causa di morte con trapianto funzionante ed è da sola responsabile del 30% della mortalità post-trapianto. L’insorgenza è multifattoriale, riconoscendo un ruolo alle condizioni pre-trapianto incluse l’infezione da virus dell’epatite C, l’insufficienza renale ed il diabete già presenti al momento del trapianto. Anche l’insorgenza di insufficienza renale acuta nell’ambito del trapianto riveste un ruolo nella comparsa di CKD post-trapianto. La terapia immunosoppressiva ha una responsabilità determinante nella comparsa di CKD. La sindrome metabolica e le sue componenti individuali, incluso il diabete mellito, l’ipertensione sistemica, la dislipidemia e l’obesità sono sempre più identificate come strettamente legate alla terapia immunosoppressiva e contribuiscono in maniera attiva alla morbilità e mortalità cardiovascolare nei pazienti trapiantati. Il trattamento dei fattori di rischio modificabili è indispensabile e mira a prevenire lo sviluppo e la progressione di complicanze gravi. I riconoscimento precoce, la prevenzione ed il trattamento di queste condizioni possono ulteriormente migliorare la sopravvivenza a lungo termine post-trapianto di fegato.

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