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MINERVA CHIRURGICA

Rivista di Chirurgia


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ARTICOLI ORIGINALI  


Minerva Chirurgica 2011 October;66(5):375-84

lingua: Inglese

Trattamento e gestione della ginecomastia: analisi dei risultati ottenuti in uno studio multicentrico

Brafa A. 1, Campana M. 1, Grimaldi L. 1, Nisi G. 1, Brandi C. 1, Lazzeri D. 2, Gatti G. 2, Massei A. 2, D’Aniello C. 1

1 Department of General and Specialistic Surgery Plastic and Reconstructive Surgery Unit; S. Maria alle Scotte University Hospital, Siena, Italy
2 Plastic and Reconstructive Surgery Unit Hospital of Pisa, Pisa, Italy


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Obiettivo. La ginecomastia maschile (male ginecomastia, MG), la più frequente delle anomalie mammarie nei soggetti di sesso maschile e si presenta soprattutto negli adolescenti e negli anziani. Lo scopo di questo studio è quello di analizzare 126 casi consecutivi di ginecomastia mista, al fine di valutare l’incidenza di complicanze postoperatorie precoci e tardive, oltre che i risultati estetici e la qualità della vita dopo l’intervento.
Metodi. Dal 1° gennaio 2000 al 31 dicembre 2006 un totale di 126 casi di MG sono stati trattati dalle Unità Operative di Chirurgia Plastica di Siena e Pisa. L’età media dei pazienti era di 28 anni, 111 pazienti (88%) presentavano i segni clinici di tale patologia bilateralmente, mentre 15 (11,9%) erano affetti da ginecomastia monolaterale. L’approccio chirurgico è stato nella maggior parte dei casi l’adenomammectomia con incisione emiperiareolare inferiore o a “Omega” invertita, le altre tecniche utilizzate includevano le resezioni cutanee periareolare o verticale e la liposuzione. Preoperatoriamente e un anno dopo l’intervento, tutti i pazienti hanno ricevuto un questionario per valutare le motivazioni che spingono alla richiesta di un trattamento, il grado di soddisfazione relativo al risultato e al miglioramento della qualità della vita.
Risultati. Il tasso di complicanze medio è stato del 17,72%. Tutti i pazienti hanno riferito un miglioramento della qualità di vita con un punteggio medio di soddisfazione di 8.2/10.
Conclusioni. Sulla base del grado di soddisfazione dei pazienti e l’impatto sulla qualità della vita rilevati, oltre che l’accettabile incidenza di complicanze, ci sentiamo di affermare che può essere consigliabile trattare questa patologia anche in giovane età.
L’analisi separata dei dati ottenuti dai due Centri presentano risultati sovrapponibili in relazione al campione, la tecnica impiegata e ai risultati.

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