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REVIEW  


Minerva Chirurgica 2010 Aprile;65(2):235-42

lingua: Italiano

Cellule staminali e carcinogenesi colorettale: recenti acquisizioni

Pasqua Ferrara A., Scalera I., Rotelli M. T., Rinaldi M., Altomare D. F.

Dipartimento dell’Emergenza e Trapianti d’Organo, Sez. Chirurgia Generale e Trapianti di Fegato, Università degli Studi di Bari, Bari, Italia


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Le cellule staminali (stem cells, SC) intestinali sono cellule monoclonali, multipotenti presenti nelle nicchie delle cripte intestinali dove hanno la funzione di garantire il turnover dell'epitelio colico. Recenti studi hanno dimostrato che alterazioni a carico di sistemi di trasduzione del segnale nelle SC avviano la cancerogenesi colorettale. L’infiammazione cronica è uno dei meccanismi responsabili di queste alterazioni; il fallimento delle SC residenti a riparare il danno cellulare cronico richiamerebbe SC midollari che, in un environment infiammatorio, possono andare incontro a mutazioni che possono portare al carcinoma. Le alterazioni molecolari che sottendono il processo neoplastico coinvolgono soprattutto il pathway del Wnt, il più importante sistema di trasduzione dei segnali cellulari, e consistono in particolare in mutazioni a carico del gene oncosoppressore APC e dell'oncogene per la b catenina, responsabile diretta del processo di metastatizzazione. Questo si articola in due fasi: la prima prevede la transizione delle cancer-SC dal fenotipo epiteliale a quello mesenchimale (epithelial-mesenchimal-transition), dettata dall'accumulo nucleare di b catenina e da influenze dell'environement; la seconda è rappresentata dalla re-differenziazione in fenotipo epiteliale, cioè da un secondo switch delle cancer-SC, controllato dall'inibitore del ciclo cellulare p16 (mesenchimal-epithelial-transition). In definitiva, la SC si è dimostrata essere la promotrice da un lato del turnover del normale epitelio intestinale, dall'altro della cancerogenesi colorettale e poiché la SC in fase mesenchimale è resistente alle attuali terapie contro il cancro, efficaci solo su cellule in attiva proliferazione, essa rappresenta il vero target dei futuri approcci terapeutici in oncologia.

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