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Minerva Chirurgica 2009 Ottobre;64(5):457-63

 REVIEW

Ruolo della chemioterapia adiuvante dopo resezione epatica radicale nel trattamento delle metastasi da carcinoma del colon- retto

Mammano E., Pilati P., Tessari E., Cosci M., Mocellin S., Nitti D.

Clinica Chirurgica II, Dipartimento di Scienze Oncologiche e Chirurgiche, Università di Padova, Padova, Italia

Le metastasi epatiche rappresentano la principale causa di morte nei pazienti affetti da carcinoma del colon retto: alla diagnosi del tumore primitivo il 25% circa dei pazienti si presenta già con metastasi al fegato, mentre il 30-50% le svilupperà successivamente. Il trattamento chirurgico delle metastasi rappresenta l’unico trattamento curativo che garantisce una sopravvivenza a cinque anni del 30-60%; tuttavia nel 30-50% di questi pazienti si osserva una ripresa di malattia al fegato. Questi risultati hanno indotto diversi gruppi a condurre studi con l’obiettivo di verificare l’efficacia del trattamento adiuvante dopo chirurgia. La maggior parte degli studi randomizzati che hanno valutato l’efficacia del trattamento adiuvante intra-arterioso, associato o meno a trattamento adiuvante sistemico dopo chirurgia: tale approccio ha dimostrato un beneficio in termini di controllo delle recidive epatiche ma non in termini di sopravvivenza complessiva. Nei due trial randomizzati pubblicati fino ad ora, nei quali è stata valutata l’efficacia della terapia sistemica adiuvante alla chirurgia, è stata dimostrata una riduzione delle recidive epatiche e in uno di questi trial anche un beneficio in termini di sopravvivenza. Alla luce di questi dati e dei risultati ottenuti con l’utilizzo di chemioterapici di ultima generazione (oxaliplatino ed irinotecan), nel trattamento delle metastasi epatiche non resecabili da carcinoma del colon-retto, è ipotizzabile che gli studi clinici randomizzati in corso confermino un vantaggio significativo della chemioterapia adiuvante sia per il controllo della recidiva epatica sia per la sopravvivenza complessiva.

lingua: Inglese


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