Home > Riviste > Minerva Chirurgica > Fascicoli precedenti > Minerva Chirurgica 2008 Dicembre;63(6) > Minerva Chirurgica 2008 Dicembre;63(6):461-7

ULTIMO FASCICOLO
 

ARTICLE TOOLS

Estratti

MINERVA CHIRURGICA

Rivista di Chirurgia


Indexed/Abstracted in: EMBASE, PubMed/MEDLINE, Science Citation Index Expanded (SciSearch), Scopus
Impact Factor 0,877


eTOC

 

ARTICOLI ORIGINALI  


Minerva Chirurgica 2008 Dicembre;63(6):461-7

lingua: Inglese

L’evoluzione della tecnica del punto transfisso sequenziale (STST) nel trattamento del rettocele: vantaggi e sua efficacia in 10 casi

Gaj F. 1, Trecca A. 2, Crispino P.3

1 Department of General Surgery and Organ Transplantation “Paride Stefanini” Institute University of Rome, Rome, Italy
2 Endoscopy and Gastroenterology Unit “Fabio Di Giovambattista” UEGO FdG, Rome, Italy
3 Department of Clinical Science University of Rome, Rome, Italy


PDF  


Obiettivo. Il rettocele, o prolasso della parete posteriore della vagina, è considerato un’erniazione della parete anteriore del retto e della parete posteriore della vagina all’interno del lume della vagina, che origina da una lacerazione o da un assottigliamento della fascia rettovaginale (di Denonvilliers). Attual-mente, tutte le tecniche chirurgiche proposte sia per via transanale che per via transvaginale non hanno dimostrato una reale efficacia clinica in termini di una completa risoluzione dell’alterazione anatomica. Gli autori del presente studio hanno migliorato i risultati del trattamento chirurgico del rettocele introducendo una nuova tecnica chiamata tecnica del punto transfisso sequenziale (TSST). In questo articolo, viene descritta la sua evoluzione, impiegando un nuovo filo di sutura denominato Monofil e un nuovo kit operatorio monouso.
Metodi. Dieci pazienti consecutive di sesso femminile sono state trattate chirurgicamente ambulatorialmente, dopo che la diagnosi di rettocele era stata fatta sia clinicamente che con metodiche per immagini. Sette pazienti erano affette da rettocele allo stadio 2 e tre allo stadio 3. La tecnica chirurgica utilizzata è stata la stessa in tutte le pazienti, ed è consistita nella sutura a punti transfissi in maniera sequenziale nel retto, fino all’ottenimento della chiusura completa della tasca del rettocele. Tutte le pazienti sono state sottoposte ad esplorazione digitale del retto, ad anoscopia con lo sphere test, a defecografia e a colonscopia completa. Ciascuna paziente ha risposto alle domande di un questionario riguardante la qualità di vita (Agachan-Wexner Score) prima dell’intervento chirurgico, e dopo tre e sei mesi di follow-up.
Risultati. Nella casistica qui presentata, non sono state registrare gravi complicanze postoperatorie. Lo score medio riguardante la qualità di vita prima del trattamento era 25, dopo tre mesi di follow-up esso era diminuito a 14, e a 12 dopo sei mesi. Tale differenza è risultata statisticamente significativa (P<0,05).
Conclusioni. L’introduzione del Monofil e del nuovo kit operatorio mono-uso si è dimostrata essere più efficace nel trattamento del rettocele rispetto a TSST effettuata con una sutura a punti staccati e rispetto alle altre tecniche chirurgiche. La qualità di vita delle pazienti è migliorata significativamente e vi è stata una minor incidenza di disagio postoperatorio.

inizio pagina

Publication History

Per citare questo articolo

Corresponding author e-mail