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Minerva Chirurgica 2008 August;63(4):257-60

Copyright © 2008 EDIZIONI MINERVA MEDICA

lingua: Inglese

Recidiva di cancro tiroideo ben differenziato: trattamento chirurgico eco-guidato

Lucchini R. 1, Puxeddu E. 2, Calzolari F. 1, Burzelli F. 3, Monacelli M. 1, D’Ajello F. 1, Macaluso R. 3, Giammartino C. 3, Ragusa M. 4, De Feo P. 2, Cavaliere A. 5, Avenia N. 1

1 Inter-Hospital Functional Area of Endocrine Surgery University of Perugia, Perugia, Italy
2 Endocrinology Unit University of Perugia, Perugia, Italy
3 Internal Medicine Unit University of Perugia, Terni, Italy
4 Thoracic Surgery Unit University of Perugia, Perugia, Italy
5 Department of Patholgy University of Perugia, Perugia, Italy


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Obiettivo. I carcinomi tiroidei differenziati (differntiated thyroid carcinomas: DTC) hanno generalmente una prognosi favorevole. La pietra miliare del trattamento è rappresentata dalla tiroidectomia totale (total thyroidectomy) seguita, se necessario, dalla terapia radiometabolica. Tuttavia, tali lesioni tendono a recidivare (circa il 35% dei casi), generalmente nella prima decade di follow-up: nel 70% dei pazienti tale recidiva è locale. L’asportazione chirurgica rappresenta la sola opzione terapeutica per la recidiva locale del cancro tiroideo ben differenziato. L’ecografia intra-operatoria (ultrasonography: US) può rappresentare un aiuto importante per facilitare la localizzazione e l’asportazione completa della lesione. L’obiettivo di questo studio è stato di rivedere l’esperienza degli Autori riguardo l’utilizzo di tale metodo diagnostico nella clinica pratica in caso di recidiva di neoplasia tiroidea.
Metodi. Tra il Gennaio 2005 e il Marzo 2008 sono stati sottoposti ad esplorazione US 31 pazienti con DTC recidivante. Le recidive sono state facilmente identificate ed asportate in tutti i pazienti. La tireoglobulina (tireoglobuline: TG) post-operatoria non era quantificabile.
Risultati e conclusioni. L’US intra-operatoria può essere di notevole aiuto per l’identificazione di un DTC recidivante, in particolare quando le dimensioni della lesione sono inferiori ai 10 mm di diametro, e può facilitare un’asportazione più radicale del tumore in un campo chirurgico dove i punti di repere anatomici possono essere alterati da precedenti interventi chirurgici e/o terapia radiometabolica.

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