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MINERVA CHIRURGICA

Rivista di Chirurgia


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Minerva Chirurgica 2008 April;63(2):93-9

lingua: Inglese

Il cancro gastrico: trattamento chirurgico ed elaborazione di un nuovo score prognostico

Guida F., Formisano G., Esposito D., Antonino A., Conte P., Bencivenga M., Persico M., Avallone U.

Dipartimento di Chirurgia Generale Geriatrica ed Endoscopia Diagnostica ed Operativa Università degli Studi di Napoli “Federico II”, Napoli, Italia


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Obiettivo. Il cancro gastrico, rappresenta la quinta causa di morte per tumore nei paesi occidentali. La chirurgia, allo stato attuale, rimane l’unico trattamento potenzialmente curativo ma solo il 50-60% dei malati possono beneficiarne, e di questi circa i 2/3 recidivano nei 2-3 anni successivi all’intervento chirurgico. Lo scopo di questo studio è di individuare tutti quei fattori che influenzano la prognosi dei pazienti affetti dalla neoplasia gastrica e su tale base elaborare uno score che consideri fattori correlati non solo al tumore ma anche alle caratteristiche cliniche del paziente
Metodo. Lo studio, di tipo retrospettivo, include 57 pazienti affetti da adenocarcinoma gastrico e sottoposti a gastrectomia afferiti dal gennaio 1998 al dicembre 2002 presso il Dipartimento di Chirurgia Generale, Geriatrica, ed Endoscopia diagnostica e operativa del Policlinico Universitario “Federico II” di Napoli. Lo score prognostico è stato elaborato sulla base delle variabili che all’analisi di Cox presentavano una P≥0,1.
Risultati. Il tasso di mortalità a cinque anni dall’intervento è risultato del 61%. L’analisi di Cox ha evidenziato che la mortalità a cinque anni è associata in maniera statisticamente signficativa a: età ≥60 anni (OR 4,16; P=0,015), abitudine al fumo o al consumo di alcolici (OR 2,66; P=0,057), TNM I (OR 0,04; P=0,003), pTNM II (OR 0,18; P=0,029), pTNM III (OR 0,27; P=0,023), pTNM IV (OR 3,28; P=0,012), LNR <20% (OR 0,15; P=0,01), LNR ≥20% (OR 3,83; P=0,002), istotipo diffuso secondo Lauren (OR 2,41; P=0,1) e localizzazione della neoplasia a livello del terzo superiore (OR 6,70; P=0,003), medio (OR 5,60; P=0,003), o inferiore (OR 0,32; P=0,008). I pazienti sono stati suddivisi in tre gruppi sulla base del punteggio massimo ottenuto (3-40,5; 41-78,5; 79-115,5) ed è stata valutata la mortalità a cinque anni che è risultata aumentare con il punteggio ottenuto (46% gruppo 1, 59% gruppo 2 e 90% gruppo 3).
Conclusioni. È necessario considerare nella stratificazione prognostica dei pazienti non solo lo stadio tumorale ma anche altre caratteristiche clinico-strumentali come età, abitudini voluttuarie, istotipo, localizzazione della neoplasia e interessamento linfonodale. Sulla base di tali fattori è possibile elaborare uno score che individui il livello di rischio individuale e guidi il percorso terapeutico e di follow-up del paziente.

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