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MINERVA CHIRURGICA

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Minerva Chirurgica 2007 August;62(4):285-92

Copyright © 2007 EDIZIONI MINERVA MEDICA

lingua: Italiano

Sindrome da schiacciamento

Scapellato S., Maria S., Castorina G., Sciuto G.

U.O. Clinicizzata di Chirurgia d’Urgenza Sezione di Chirurgia D’Urgenza e Generale Dipartimento di Chirurgia Azienda Ospedaliera-Universitaria Vittorio Emanuele II, Ferrarotto, S. Bambino Università degli Studi di Catania, Catania


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Le lesioni da schiacciamento e la sindrome da schiacciamento sono comuni dopo catastrofi naturali (ad esempio terremoti, frane, tornado, tsunami) e provocate dall’uomo (ad esempio guerre, attacchi terroristici); infatti la storia di questa malattia è ben riportata nelle revisioni dei soccorsi in occasione di terremoti e nella letteratura militare. Tuttavia ci sono casi dovuti a cause convenzionali, come crolli di edifici, incidenti stradali, infortuni sul lavoro e stati di coscienza alterata in occasione di ictus o di overdose di droghe. Queste situazioni di grandi o piccole catastrofi possono verificarsi in ogni momento e ovunque, per questa ragione ogni medico dovrebbe essere pronto a trattare la sindrome da schiacciamento rapidamente e aggressivamente. Il trattamento deve gestire e prevenire le condizioni cliniche prima che esse si verifichino. In particolare, l’insufficienza renale acuta è una delle poche complicanze mortali che può essere ripresa. L’articolo riesamina le varie evidenze e riassume le strategie di trattamento disponibili. Obiettivi fondamentali del trattamento della sindrome da schiacciamento sono una precoce e imponente idratazione, l’alcalinizzazione delle urine e, quando possibile, la diuresi forzata. Considerando che lo squilibrio elettrolitico può essere fatale a causa delle aritmie secondarie all’iperkaliemia (specialmente se associata all’ipocalcemia) è necessario correggere queste anomalie utilizzando soluzioni di insulina e glucosio e/o sostanze chelanti il potassio e, se ciononostante, i livelli ematici di potassio rimangono elevati questa complicata patologia necessiterà della dialisi, che spesso è una procedura salvavita.

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