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Minerva Chirurgica 2007 August;62(4):225-33

Copyright © 2007 EDIZIONI MINERVA MEDICA

lingua: Italiano

Trattamento del moncone pancreatico dopo duodenocefalopancreasectomia. Occlusione del Wirsung vs anastomosi pancreatico-digiunale

Farsi M., Boffi B., Cantafio S., Miranda E., Bencini L., Moretti R.

S.O.D Chirurgia Generale 3 Azienda Ospedaliero Universitaria Careggi, Firenze


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Obiettivo. Lo scopo di questo lavoro è confrontare i risultati ottenuti utilizzando due differenti tecniche di ricostruzione dopo duodenocefalopancreasectomia: l’anastomosi pancreatico-digiunale e l’abbandono del moncone pancreatico dopo occlusione del dotto con sostanze sclerosanti.
Metodi. Gli Autori propongono uno studio retrospettivo su 44 pazienti operati fra il 2000 e il 2004 di duodenocefalopancreasectomia appartenenti a una casistica globale di oltre 140 duodenocefalopancreasectomie. Sono stati suddivisi in 2 gruppi omogenei per caratteristiche. Il primo gruppo (22 pazienti) è stato sottoposto ad anastomosi pancreatico-digiunale; il secondo gruppo (22 pazienti) ad abbandono del moncone pancreatico previa iniezione di sostanze sclerosanti nel dotto di Wirsung. Sono stati valutati i risultati intraoperatori (durata intervento, perdite ematiche) e le complicanze postoperatorie. Inoltre è stata valutata la funzione esocrina ed endocrina (eventuale comparsa di diabete) a distanza dall’intervento.
Risultati. Dai risultati ottenuti è emerso il più alto numero di complicanze e di mortalità nel gruppo abbandono del moncone, anche se le fistole (più numerose in questo gruppo) hanno dimostrato un andamento benigno. Anche i risultati a distanza (funzione esocrina ed endocrina) sembrano migliori nel gruppo anastomosi.
Conclusioni. Il trattamento di scelta dovrebbe essere rappresentato dall’anastomosi pancreatico-digiunale, mentre l’abbandono del moncone dovrebbe essere riservato a pazienti che presentano un pancreas friabile con dotto pancreatico di calibro sottile e che, pertanto, sono a maggior rischio di deiscenza.

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