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MINERVA CHIRURGICA

Rivista di Chirurgia


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CASI CLINICI  


Minerva Chirurgica 2007 Giugno;62(3):197-200

lingua: Inglese

Riparazione dell’ernia di Morgagni e colecistectomia in laparoscopia in un uomo di 40 anni affetto da sindrome di Down: caso clinico

De Paolis P. 1, Mazza L. 2, Maglione V. 2, Fronda G. R. 2

1 Department of Surgery San Giovanni Battista Hospital Molinette, Turin, Italy
2 Department of Surgery Gradenigo Hospital, Turin, Italy


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L’ernia di Morgagni-Larrey (Morgagni-Larrey hernia, MH) è una rara ernia diaframmatica della regione retrosternale. In letteratura, sono riportati pochi casi di MH, trattati per via laparoscopica, associati con la sindrome di Down (DS). Nel mese di ottobre 2004, un paziente di 40 anni affetto da DS si è recato presso il nostro dipartimento per moderato dolore addominale e nausea. Gli esami ematochimici erano nel range di normalità. L’ecografia ha mostrato sludge bilare e multipli calcoli in colecisti. La radiografia del torace ha evidenziato una massa paracardiaca destra diagnosticata come MH alla tomografia computerizzata toraco-addominale. Sono stati posizionati quattro trocar come per una semplice colecistectomia. L’esplorazione del cavo addominale ha confermato la presenza di una voluminosa ernia attraverso un ampio difetto del diaframma (12 cm) a sinistra del legamento falciforme, contenente gli ultimi 20 cm di ileo e il colon destro con il terzo prossimale del colon trasverso. Dopo colecistectomia retrograda e liberazione da multiple aderenze del tratto ileocolico erniato, il difetto è stato riparato con una sutura a punti staccati in seta 2/0 e con una successiva sutura continua in polipropilene 2/0. Il decorso postoperatorio è stato complicato da edema polmonare, ma il paziente è stato successivamente dimesso senza ulteriori complicanze e dopo 2 anni non ha presentato alcuna recidiva. In conclusione, il trattamento chirurgico è indicato per MH sintomatiche e per prevenire possibili gravi complicanze. L’accesso laparoscopico è da noi preferibile per la ridotta morbidità rispetto alla laparotomia, anche se nel nostro caso il decorso postoperatorio non è stato privo di complicanze. Attualmente vi sono ancora pochi dati comparativi sulla modalità di chiusura del difetto, tra riparazione primaria con materiale di sutura non riassorbibile, in casi di piccoli difetti, o suture continue in monofilamento o protesi in caso di ampie brecce.

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