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MINERVA CHIRURGICA

Rivista di Chirurgia


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ARTICOLI ORIGINALI  


Minerva Chirurgica 2007 June;62(3):151-9

lingua: Italiano

Il gold standard nel trattamento della malattia emorroidaria. Emorroidectomia secondo Milligan-Morgan vs mucoprolassectomia secondo Longo. Tecniche a confronto

Candela G. 1, Varriale S. 1, Di Libero L. 1, Manetta F. 1, Maschio A. 1, Giordano M. 2, Pizza A. 1, Sciascia V. 1, Napolitano S. 1, Santini L. 1

1 VII Divisione di Chirurgia Generale Facoltà di Medicina e Chirurgia Seconda Università degli Studi di Napoli, Napoli
2 Facoltà di Medicina e Chirurgia Università del Sacro Cuore “Agostino Gemelli”, Roma


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Obiettivo. Nonostante la mucosectomia secondo Longo abbia rappresentato una vera e propria rivoluzione nel trattamento della malattia emorroidaria, l’emorroidectomia di Milligan-Morgan, conservando le caratteristiche di tecnica fisiopatologicamente efficace e di semplice esecuzione, in alcune condizioni cliniche risulta essere ancora la procedura da preferire. Scopo dello studio è stato quello di valutare se una delle due procedure utilizzate: l’emorroidectomia secondo Milligan-Morgan e la mucoprolassectomia secondo Longo rappresentasse il gold standard nel trattamento della malattia emorroidaria.
Metodi. Dal marzo 2002 all’ottobre 2006 presso la VII Divisione di Chirurgia Generale della SUN sono stati posti a confronto 2 gruppi di 26 pazienti trattati l’uno con emorroidectomia secondo Milligan-Morgan, l’altro con mucoprolassectomia secondo Longo. Dei pazienti trattati con tecnica tradizionale 16 erano affetti da emorroidi di III grado e prolasso e 10 da emorroidi di IV grado e prolasso. Il gruppo trattato con stapler era composto da 10 pazienti affetti da emorroidi di III grado con prolasso e 16 pazienti lamentanti emorroidi di IV grado e prolasso. Per entrambi i gruppi di pazienti il follow-up è durato 12 mesi; i controlli sono avvenuti ad 1 settimana, ad 1 mese, a 6 mesi e ad 1 anno dall’intervento.
Risultati. L’entità del dolore misurata con scala analgesico-visiva (VAS) è stata sempre maggiore per il gruppo trattato con tecnica tradizionale. Il 69% dei pazienti trattati con stapler ed il 59% di quelli trattati con tecnica open hanno avuto la prima defecazione entro la II giornata postoperatoria. La ripresa dell’attività lavorativa è stata più precoce nei pazienti sottoposti a tecnica di Longo. Dei pazienti trattati con tecnica tradizionale il 7,7% ha avuto sanguinamento postoperatorio, il 15,4% ha lamentato una ragade anale con associato ipertono sfinterico e tenesmo al controllo semestrale ed il 7,7% ha presentato una recidiva dopo 1 anno. Nel gruppo trattato con tecnica di Longo, l’11,54% dei pazienti ha avuto emorragia postoperatoria, al controllo semestrale: il 7,7% ha presentato substenosi, il 3,84% dei pazienti avvertiva tenesmo, nel 3,84% dei casi si evidenziava una fistola perianale extrasfinterica. Al controllo annuale l’11,54% dei pazienti era affetto da recidiva.
Conclusioni. In conclusione, non esistono delle indicazioni precise alla tecnica di Longo; sembra comunque che questa dia i migliori risultati nelle emorroidi di III grado con prolasso e senza compromissione sfinterica.

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