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ULTIMO FASCICOLOMINERVA CHIRURGICA

Rivista di Chirurgia

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Periodicità: Bimestrale

ISSN 0026-4733

Online ISSN 1827-1626

 

Minerva Chirurgica 2007 Aprile;62(2):101-13

 ARTICOLI ORIGINALI

Risultati a breve temine della chirurgia colo-rettale. Studio statistico su mortalità, morbilità e tempi di degenza

Faggi U. 1, Giovane A. 1, Cardini S. 1, Falchi S. 2

1 U.O. Chirurgia Generale P.O. Santa Maria Nuova Azienda Sanitaria Firenze, Firenze
2 Unità di Anestesia P.O. Palagi, Azienda Sanitaria Firenze, Firenze

Obiettivo. Gli interventi chirurgici sul colon-retto rappresentano una larga fetta di tutti gli interventi chirurgici effettuati in elezione o in urgenza in una divisione di chirurgia generale. In letteratura si trovano studi retrospettivi, ma anche prospettici, che evidenziano come l’intervento in urgenza, l’età avanzata del paziente, la presenza di patologie correlate e altri fattori possono determinare un peggioramento dei risultati a breve termine (mortalità operatoria, morbilità, tempi di degenza). Lo studio ha lo scopo di verificare, tramite un’analisi statistica su un campione di pazienti da noi operati sul grosso intestino, quali siano i fattori che hanno un peso su tali risultati.
Metodi. Il nostro studio retrospettivo è stato effettuato su un campione di 150 pazienti operati consecutivamente sul colon-retto dal gennaio 2002 al settembre 2004 in regime di elezione o urgenza nell’Unità Operativa di Chirurgia Generale dell’Ospedale S. Maria Nuova – Azienda Sanitaria di Firenze. Le variabili prese in considerazione per l’analisi statistica sono state: sesso, età, presenza o meno di patologie associate, natura della patologia di base, timing dell’intervento, tipo di urgenza, sede della lesione, tipo d’intervento, eventuale presenza di fattori sociali che potessero ritardare la dimissione, somministrazione di emocomponenti, Physiological and Operative Severity Score for the enUmeration of Mortality and Morbidity (POSSUM-score).
Risultati. Lo studio sulla mortalità ha riscontrato che l’età avanzata (>70 anni) del paziente rappresenta l’unico fattore di rischio nell’analisi univariata, dato non confermato nella multivariata. Lo studio sulla morbilità ha evidenziato che l’età avanzata, la presenza di comorbilità e la somministrazione di emocomponenti rappresentano fattori di rischio nell’analisi univariata, non confermati, però, nell’analisi multivariata. Il POSSUM-score rappresenta nelle rispettive analisi multivariate l’unico parametro statisticamente significativo correlato con la mortalità (P<0,005) e la morbilità (P<0,05). L’analisi multivariata nello studio sulla degenza ha evidenziato che interventi in più tempi portano a un allungamento dei tempi di degenza (P<0,0001); in minor misura tale allungamento si ha nei pazienti sottoposti a terapia con emocomponenti (P=0,0005); anche l’intervento effettuato in urgenza (P=0,002) e la presenza di fattori sociali (P=0,008) aumentano i tempi di soggiorno in ospedale; minor peso statistico al riguardo è posseduto dal fattore comorbilità (P=0,02) e dal fattore età (P=0,03).
Conclusioni. Lo studio ha riscontrato, a differenza di quanto più volte riportato in letteratura, che nessuna delle variabili prese in considerazione ha influito sulla mortalità e sulla morbilità postoperatorie in modo statisticamente significativo. Il POSSUM-score, invece, si è dimostrato ancora una volta valido nello stimare la probabilità di morte e di insorgenza di complicanze postoperatorie. I fattori che influiscono nell’allungare i tempi di degenza sono risultati essere: interventi chirurgici in più tempi, somministrazione di emocomponenti, interventi in urgenza, presenza di fattori sociali condizionanti la dimissione, presenza di comorbilità ed età avanzata dei pazienti. I buoni risultati riguardo alla mortalità e morbilità possono essere spiegati, a nostro avviso, dal fatto di privilegiare in urgenza interventi in più tempi che permettono di metterci al riparo dalle possibili complicanze legate all’anastomosi, dalla possibilità di avere una subintensiva chirurgica con un monitoraggio costante del malato a rischio operato e dallo stretto rapporto di collaborazione tra medici chirurghi ed intensivisti.

lingua: Italiano


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