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MINERVA CHIRURGICA

Rivista di Chirurgia


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CASI CLINICI  


Minerva Chirurgica 2007 Febbraio;62(1):61-7

lingua: Italiano

La configurazione anastomotica quale fattore di rischio nell’insorgenza di recidiva dopo resezione intestinale per morbo di Crohn. Nostro punto di vista

Candela G., Di Libero L., Varriale S., Manetta F., Giordano M., Lanza M., Nunziata A., Santini L.

VII Divisione di Chirurgia Generale Facoltà di Medicina e Chirurgia Seconda Università degli Studi di Napoli, Napoli


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Il morbo di Crohn è una malattia infiammatoria cronica intestinale caratterizzata da un alto tasso di recidive postoperatorie. La chirurgia, infatti, non è risolutiva, i pazienti possono essere sottoposti a plurimi interventi nell’arco della loro vita, con il rischio di incorrere nella sindrome da intestino corto. La malattia primaria si manifesta con frequenza maggiore nel tratto ileo-cecale, mentre il sito più spesso colpito dalla recidiva sembra essere il moncone prossimale dell’anastomosi. Fattori generali, locali, e aspecifici sembrerebbero influenzare il tasso di recidive. Tra i fattori generali, il fumo di sigaretta avrebbe un ruolo predominanate sugli altri nell’insorgenza delle recidive. Smettere di fumare e assumere ASA (acido 5-amino-salicilico) contribuisce a ridurre il rischio di recidive del morbo di Crohn dopo l’intervento. Nel trattamento di questa patologia le resezioni intestinali ampie non sono giustificate, poiché la recidiva anastomotica dopo resezione non sembra essere influenzata tanto dalla presenza di lesioni residue quanto dal tipo di anastomosi confezionata. La letteratura, pur essendo molto discordante riguardo al tipo di anastomosi da adottare, presenta, comunque, un’univocità di pareri nell’identificare la stenosi anastomotica quale fattore principale nella determinazione delle recidive. La stenosi, infatti, determinando stasi fecale e, quindi, aumento della pressione a livello della parete intestinale, causa l’ischemia della parete stessa. L’ischemia aumenta il rischio di fistole e deiscenze anastomotiche. L’anastomosi ileo-colica latero-laterale meccanica o manuale, garantendo un lume ampio, riduce al minimo il rischio di stenosi rispetto alle configurazioni termino-terminale e termino-laterale. Inoltre, l’anastomosi ileo-colica latero-laterale, evitando la compartimentalizzazione intestinale tra ileo e colon, garantisce un minor reflusso di batteri e metaboliti colici nel piccolo intestino. In questo modo viene meno quel processo infiammatorio che porta alla recrudescenza della malattia sulla mucosa del capo anastomotico prossimale. Alla luce di queste tesi, la maggior parte degli Autori, compreso chi scrive, sono concordi nel confezionare l’anastomosi latero-laterale nelle resezioni intestinali per malattia di Crohn.

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