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MINERVA CHIRURGICA

Rivista di Chirurgia


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ARTICOLI ORIGINALI  


Minerva Chirurgica 2006 Ottobre;61(5):393-402

lingua: Italiano

Il trapianto di fegato nel suino: considerazioni su un modello per lo studio dell’induzione di tolleranza

Lenti L. M., Rademacher J., Cansolino L., Crespi S., Oldani G., Novelli G., Agoglitta D.

Sezione di Chirurgia Generale Laboratorio di Chirurgia Sperimentale Dipartimento di Scienze Chirurgiche Rianimatorie-Riabilitative e dei Trapianti d’OrganoUniversità degli Studi di Pavia, Pavia


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Obiettivo. Rispetto ai graft solidi, quello epatico viene considerato immunologicamente privilegiato per le proprietà tollerogene dimostrate nei modelli murini e per la bassa incidenza di perdita di funzionalità del graft conseguente al rigetto cronico nell’uomo. Il chiarimento dei meccanismi che sottendono all’accettazione del graft epatico potrebbe permettere, in futuro, di ridurre o abolire la terapia immunosoppressiva nei pazienti sottoposti a trapianto di fegato e portare all’introduzione di nuove strategie terapeutiche nei trapianti degli altri organi solidi. Scopo di questo studio è la valutazione di un modello di trapianto epatico per lo studio dell’induzione di tolleranza.
Metodi. Dieci suini outbred Landrace/Large-White sono stati sottoposti ad allotrapianto epatico con un sistema di by-pass passivo porto-cavo-giugulare. Sopravvivenza e funzionalità renale sono state monitorate per valutare l’insorgenza e l’evoluzione del rigetto. Campioni bioptici sono stati raccolti per valutare il danno tissutale e l’infiltrato leucocitario.
Risultati. L’andamento dei parametri ematochimici ha evidenziato un periodo critico per il rigetto dell’organo attorno alla 5° giornata postoperatoria. Gli animali che hanno superato questo periodo critico sono stati sacrificati con indici di funzionalità epatica nella norma. I preparati istologici di questi animali hanno evidenziato la conservazione dell’architettura tissutale, pur in presenza di un modesto infiltrato leucocitario.
Conclusioni. La dimostrazione della conservazione della funzionalità epatica, in assenza di terapia immunosoppressiva, in un modello nel quale prevale, comunque, il rigetto acuto fa ritenere il modello suino utile nel chiarimento dei meccanismi con cui si instaura la tolleranza nell’uomo.

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