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MINERVA CHIRURGICA

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Minerva Chirurgica 2006 August;61(4):315-323

Copyright © 2006 EDIZIONI MINERVA MEDICA

lingua: Inglese

A dilemma: prophylaxis for pulmonary embolism after surgical or invasive interventions for hemodialysis

Alat I. 1, Türker G. 2, Akpinar M. B. 1, Tas¸kapan H. 3, Kekilli E. 4, Eg˘ri. M. 5, Aydin Ö. M. 3

1 Inönü University Medical Faculty, Department of Cardiovascular Surgery, Malatya, Turkey
2 Inönü University Medical Faculty, Department of Respiratory Medicine, Malatya, Turkey
3 Inönü University Medical Faculty, Department of Nephrology, Malatya, Turkey
4 Inönü University Medical Faculty, Department of Nucleer Medicine, Malatya, Turkey
5 Inönü University Medical Faculty, Department of Public Health, Malatya, Turkey


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Obiettivo. Questo studio è stato disegnato per valutare se fosse necessario attuare la profilassi per l’embolia polmonare nei pazienti trattati con diversi tipi di dialisi e se così fosse, di identificare il metodo profilattico più adeguato.
Metodi. In questo studio sono stati arruolati 10 pazienti con catetere venoso centrale (gruppo CVC) e 13 pazienti con fistola arterovenosa (gruppo AVF). Il gruppo di controllo era costituito da 11 pazienti trattati con dialisi peritoneale (gruppo PD). Gli esami clinici e di laboratorio per escludere l’embolia polmonare sono stati eseguiti sia nel gruppo AVF che nel gruppo PD all’inizio dello studio e dopo 3 mesi. Gli stessi esami sono stati eseguiti nel gruppo CVC all’inizio dello studio e dopo 3 settimane (media: 21 giorni). Le indagini per escludere l’embolia polmonare comprendevano l’anamnesi, l’esame obiettivo, la misurazione del d-dimero, la radiografia del torace, le prove di funzionalità respiratoria, l’emogasanalisi, le scintigrafie ventilazione-perfusione.
Risultati. Nessun reperto clinico o di laboratorio, in qualsiasi stadio, ha confermato il sospetto di embolia polmonare. Nessuno dei pazienti, di qualsiasi gruppo, è stato ricoverato per embolia polmonare in qualsiasi fase dello studio. Non sono emerse differenze statisticamente significative per quanto riguarda i decorsi all’inizio e alla fine dello studio (p > 0,005). In nessun caso è stata evidenziata la presenza di embolia polmonare, sia clinicamente manifesta che subclinica. Nessuno dei pazienti ha sviluppato trombosi venosa profonda in qualsiasi stadio del follow-up.
Conclusioni. Le tecniche convenzionali di emodialisi non provocano embolia polmonare, a meno che non vi sia una trombosi venosa profonda dovuta a interventi eseguiti sui pazienti. Di conseguenza, l’utilizzo della profilassi anticoagulante per prevenire l’embolia polmonare non è necessario nei pazienti emodializzati. Il fattore più importante per la profilassi dell’embolia polmonare nei pazienti emodializzati è rappresentato dal breve periodo di posizionamento del catetere venoso centrale.

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