Ricerca avanzata

Home > Riviste > Minerva Chirurgica > Fascicoli precedenti > Minerva Chirurgica 2006 Giugno;61(3) > Minerva Chirurgica 2006 Giugno;61(3):185-91

FASCICOLI E ARTICOLI   I PIÙ LETTI   eTOC

ULTIMO FASCICOLOMINERVA CHIRURGICA

Rivista di Chirurgia

Indexed/Abstracted in: EMBASE, PubMed/MEDLINE, Science Citation Index Expanded (SciSearch), Scopus
Impact Factor 0,877

Periodicità: Bimestrale

ISSN 0026-4733

Online ISSN 1827-1626

 

Minerva Chirurgica 2006 Giugno;61(3):185-91

 REVIEW

Chirurgo vascolare e procedure endovascolari: possibilità normativa o divieto assoluto?

Santovito D., Varetto G., Conforti M., Rispoli P.

Unità di Chirurgia Vascolare Dipartimento di Discipline Medico Chirurgiche Università degli Studi di Torino, Torino

Le norme che consentono la pratica della radiologia diagnostica e terapeutica hanno subito nel tempo profondi cambiamenti, rendendo possibile anche ad altre branche specialistiche l’utilizzo di apparecchiature radiologiche. L’esempio classico è fornito dall’intensificatore di brillanza usato dagli ortopedici o nelle procedure degli emodinamisti e dei cardiologi che impiantano i pace maker.
Nel tempo l’evoluzione tecnologica e medica ha permesso al chirurgo vascolare l’adozione di pratiche alternative alla chirurgia classica per il trattamento delle patologie arteriose grazie all’uso delle apparecchiature radiologiche.
Nel nostro stato di diritto, dove l’esercizio della professione medica è regolamentato dalla legge, si è ritenuto utile procedere all’esame delle norme legislative italiane che disciplinano la pratica radiologia, verificando se il chirurgo vascolare può legittimamente eseguire le procedure endovascolari ricorrendo alle tecniche radiologiche.

lingua: Italiano


FULL TEXT  ESTRATTI

inizio pagina