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MINERVA CHIRURGICA

Rivista di Chirurgia


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CASI CLINICI  


Minerva Chirurgica 2006 February;61(1):45-9

Copyright © 2006 EDIZIONI MINERVA MEDICA

lingua: Inglese

Amelanotic malignant melanoma of the esophagus. Report of a case

De Simone P., Gelin M., El Nakadi I.

Medicosurgical Department of Gastroenterology Erasmus Hospital Free University of Brussels, Brussels, Belgium


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Obiettivo. La chirurgia endovascolare costituisce una valida alternativa alla chirurgia convenzionale nel trattamento degli aneurismi dell’aorta toracica discendente. Peraltro, un punto debole di questa metodica è costituito degli endoleak sia primari sia tardivi. La diagnosi di questa complicanza è generalmente ottenibile con l’angiografia e con l’angio TC, ma un’ulteriore metodica in grado di fornire ricche informazioni diagnostiche riguardo sia gli endoleak sia il corretto posizionamento dell’endoprotesi è costituita dell’ecocardiografia transesofagea (ETE). Lo scopo di questo studio è confermare, sulla base della nostra esperienza, la validità della metodica scelta sia da noi sia da altri gruppi con più ampia casistica.
Metodi. Abbiamo utilizzato l’ETE, insieme all’angiografia, intraoperatoriamente in 8 pazienti su 9, in cui abbiamo posizionato delle endoprotesi per il trattamento di aneurismi degenerativi e post-traumatici dell’aorta toracica discendente. L’ETE è stata utilizzata negli stessi 8 pazienti anche preoperatoriamente, e, in alcuni, anche nel follow-up dove è sempre stata utilizzata l’angio TC a 6 e 12 mesi.
Risultati. Nei pazienti in cui è stata utilizzata l’ETE, abbiamo identificato 5 casi di endoleak, di cui 1 non evidente all’angiografia per le piccole dimensioni. Questi endoleak sono stati tempestivamente corretti con ulteriori angioplastiche o estensioni protesiche; un caso, nel paziente in cui non è stato possibile utilizzare l’ETE, si è risolto spontaneamente dopo 30 giorni come è stato confermato sia da un’angiografia sia da un’angio TC. L’analisi statistica con t-test di Student è significativa per P<0,005.
Conclusioni. Riteniamo che l’uso intraoperatorio dell’ETE durante il posizionamento di un’endoprotesi a carico dell’aorta toracica discendente permetta di ottenere utili informazioni aggiuntive a quelle ottenibili con l’angiografia, arricchendo e completando le informazioni ottenute da quest’ultima. Riteniamo che ciò comporti un’ottimizzazione della metodica riducendone le eventuali complicanze sia immediate sia tardive.

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