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Minerva Chirurgica 2005 Giugno;60(3):179-84

 ARTICOLI ORIGINALI

Trattamento chirurgico del carcinoma della mammella in età avanzata

Bacillari P., Leuzzi R., Meli L., Tomei B., Ruperto M., Zerilli M., Cicconetti F., Iascone C.

Obiettivo. Scopo dello studio è valutare la prognosi e la sopravvivenza di pazienti con età superiore ai 70 anni affette da carcinoma della mammella.
Metodi. Dal gennaio 1994 al dicembre 2000, 56 pazienti di età uguale o maggiore ai 70 anni sono state sottoposte a trattamento chirurgico per cancro della mammella. Al momento del ricovero nessuna paziente presentava metastasi a distanza mentre in 24 casi erano presenti patologie associate. Indipendent-emente dalle dimensioni della neoplasia, un trattamento chirurgico conservativo è risultato sempre possibile ed eseguito in anestesia locale in 31 casi. In 46 pazienti è stata associata una linfoadenectomia ascellare. In accordo con la classificazione TNM, 10 pazienti presentavano tumori T1Nx, 18 T1N0, 9 T1N1, 7 T2N0, 10 T2N1 e 2 T3N1.
Risultati. Non vi è stata alcuna mortalità operatoria, mentre in 6 casi è stato osservato un sieroma ascellare regredito in alcuni giorni. L¹intervento chirurgico è stato seguito da radioterapia ed ormonoterapia in tutte le pazienti, mentre in nessun caso è stata effettuato un trattamento chemioterapico. Durante il follow-up (mediana 44 mesi), 19 pazienti (34%) sono decedute: in 6 casi la mortalità è stata causata dalla progressione della malattia neoplastica (10,7%) ed in 13 da patologie intercorrenti (23,2%). Una recidiva locale (1,8%) è stata osservata in una sola paziente e, complessivamente, a 3 anni dal trattamento chirurgico, 37 pazienti (66%) sono vive e libere da malattia. I dati del nostro studio non consentono valutazioni relativamente alla correlazione tra linfoadenectomia ascellare e sopravvivenza a distanza, ma quest¹ultima è evidentemente e significativamente correlata allo stadio di malattia.
Conclusioni. Il trattamento chirurgico del cancro della mammella consente risultati a distanza simili indipendentemente dall¹età delle pazienti e, quindi, nelle donne più anziane strategie e protocolli terapeutici non dovrebbero discostarsi dai principi comunemente adottati per le pazienti più giovani. Il trattamento chirurgico conservativo seguito da radioterapia ed ormonoterapia dovrebbe pertanto rappresentare il cosiddetto «gold standard».

lingua: Italiano


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