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MINERVA CHIRURGICA

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Minerva Chirurgica 2005 April;60(2):111-28

Copyright © 2005 EDIZIONI MINERVA MEDICA

lingua: Inglese, Italiano

Follow-up fino a 16 anni del Vena Cava Filter Group

Emanuelli G., Farina A., Segramora V., Pecora N.


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Obiettivo. La malattia tromboembolica venosa (MTEV) ha una prevalenza che si attesta tra lo 0,05% e lo 0,1% ed un'incidenza di circa 0,1%; su 100 pazienti con trombosi venosa profonda (TVP), 5 svilupperanno un'embolia polmonare clinicamente grave di cui 1 sarà fatale. Dalla letteratura è noto che gli interventi chirurgici condotti senza profilassi antitrombotica presentano un'incidenza di TVP del 30% che può essere dimezzata applicando una profilassi adeguata. Lo scopo di questo studio è la valutazione delle complicanze immediate, a medio e a lungo termine derivanti dall'impiego dei filtri cavali individuando gli eventuali problemi connessi o indipendenti dalla presenza del filtro, anche in relazione ai dati della letteratura internazionale.
Metodi. In considerazione dell'evoluzione dei metodi di prevenzione chirurgica per la MTEV, abbiamo analizzato la nostra casistica di 821 pazienti (ottobre 1984-ottobre 2002), trattati con varie soluzioni chirurgiche per MTEV con indicazioni al posizionamento di 634 filtri cavali.
Risultati. Il follow-up entro 30 giorni condotto su tutti i 634 filtri posizionati (100%) evidenzia una mortalità nulla legata alla procedura ed alle eventuali complicanze immediate; quello a medio termine (da 1 mese a 5 anni) su 361 filtri (57%) mostra una mortalità dello 0,55% per embolia polmonare e con quello a lungo termine (5-16 anni) su 105 filtri (17%) si assiste ad una diminuzione percentuale di tutte le complicanze con assenza di mortalità per embolia polmonare. I dati dimostrano inoltre una progressiva diminuzione annuale dei filtri posizionati.
Conclusioni. L'incidenza delle complicanze inferiore a quella riportata dalla letteratura è interpretabile sia con la manualità degli operatori nel posizionamento del filtro, sia con la corretta gestione delle complicanze. La riduzione numerica dei filtri utilizzati è spiegata dalle migliori possibilità terapeutiche con le nuove eparine, a basso peso molecolare (LMWH), e con le attuali metodiche diagnostiche e di monitoraggio strumentali e biochimiche.

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