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MINERVA CHIRURGICA

Rivista di Chirurgia


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Minerva Chirurgica 2005 April;60(2):99-110

lingua: Italiano

La fistola pancreatica dopo duodenocefalopancreasectomia: fattori di rischio e principi di trattamento

Abete M., Ronchetti V., Casano A., Pescio G.


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Obiettivo. La mortalità operatoria dopo duodenocefalopancreasectomia (DCP) è fortemente diminuita nelle ultime 3 decadi e casistiche recenti non hanno riportato mortalità. Tuttavia la fistola pancreatica rimane la principale causa di morbilità con un'incidenza che varia tra il 6% e il 16%. Lo scopo di questo studio è analizzare i più importanti fattori eziopatogenetici e il trattamento di questa complicanza nell'ambito della letteratura e, retrospettivamente, della propria esperienza.
Metodi. Presso la Clinica Chirurgica dell'Università di Genova, dal 1991 al 1995, e successivamente presso il Dipartimento di Chirurgia Generale degli Ospedali di Bordighera e di Imperia, tra il 1995 e il 2003, sono state praticate 30 DCP; sono stati operati 20 pazienti di sesso maschile (66,6%) e 10 di sesso femminile (33,3%) di età media 64,6 anni (range 50-81). Le indicazioni all'intervento sono state adenocarcinoma della testa del pancreas (70%), adenocarcinoma ampollare (16,6%), adenocarcinoma duodenale (6,6%) e pancreatite cronica (6,6%). La metodica ricostruttiva personale consisteva in una doppia Roux-en-Y sulla stessa ansa digiunale senza interruzione mesenterica e in una terza Roux-en-Y anatomica per ricostruire il tratto alimentare. Il moncone gastrico è stato anastomizzato con il digiuno con una ricostruzione tipo Billroth-II nei pazienti anziani.
Risultati. L'ospedalizzazione media è stata di 15 giorni (range 10-40), la durata dell'intervento 397 min (range 295-500) e la trasfusione di globuli rossi concentrati di 0,2 (range 0-3). L'incidenza di mortalità perioperatoria è stata 0; la deiscenza dell'anastomosi pancreatico-digiunale si è verificata in 3 pazienti (10%); uno di questi è morto 48 giorni dopo l'intervento per emorragia.
Conclusioni. Il grado di fibrosi pancreatica e il diametro del dotto principale sono i più importanti fattori di rischio per complicanze dopo DCP. Attualmente la pancreatico-digiunostomia rimane la tecnica standard; procedure quali la pancreatico-gastrostomia, l'occlusione del dotto e la pancreatico-digiunostomia in 2 tempi devono essere riservate a casi selezionati. La maggioranza delle fistole pancreatiche non sono complicate e tendono alla guarigione con terapia conservativa. Le capacità di un team di radiologia interventistica garantiscono una gestione in mani esperte di queste complicanze, riducendo i tempi di ricovero e minimizzando la mortalità.
In caso di necessità di reintervento chirurgico, una precoce pancreasectomia di completamento può garantire la migliore sopravvivenza.

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