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Minerva Chirurgica 2005 February;60(1):17-22

Copyright © 2005 EDIZIONI MINERVA MEDICA

lingua: Italiano

La scelta della terapia chirurgica nell¹adenocarcinoma del cardias

Solerio D., Camandona M., Gasparri G., Casalegno P. A., Raggio E., Dei Poli M.


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Obiettivo. Dal 1996 gli adenocarcinomi della giunzione esofago-gastrica (AEG) sono suddivisi secondo la classificazione di Siewert in 3 tipi. Per l¹AEG tipo I e III il trattamento chirurgico è ben codificato, mentre per il tipo II si riscontrano numerose controversie. Lo scopo del nostro studio è di comprendere quale sia la strategia chirurgica di scelta per l¹AEG tipo II.
Metodi. Dal 1990 al 2002 abbiamo eseguito 111 interventi per adenocarcinoma cardiale: 25 per AEG tipo I (tutte resezioni esofago-gastriche), 39 per il tipo II (22 resezioni esofago-gastriche, 17 gastrectomie totali con esofagectomia subtotale) e 47 per il III (39 gastrectomie totali con esofagectomia subtotale, 8 resezioni esofago-gastriche).
Risultati. La morbilità e la mortalità sono state del 17% e del 5,4%, senza alcuna differenza statisticamente significativa tra le 2 opzioni chirurgiche. La sopravvivenza a 5 anni è stata del 35%. Fattori prognostici statisticamente significativi sono risultati la stadiazione TNM (p=0,002) e soprattutto la presenza di metastasi linfonodali (p=0,001). Per l¹AEG tipo II, non si è riscontrata alcuna differenza statisticamente significativa per quanto riguarda la sopravvivenza tra i 2 interventi (p=0,35), anche considerando solamente gli stadi precoci (p=0,5).
Conclusioni. Valutando i risultati del nostro studio e quelli d¹altri autori, che hanno dimostrato come una distanza dal margine del tumore sia sul versante gastrico, sia sul versante esofageo di almeno 10 cm garantisca la radicalità oncologica e come le metastasi linfonodali siano rare in corrispondenza della grande curva e sottopiloriche (<4%), possiamo ritenere la resezione esofago-gastrica per l¹AEG tipo II un intervento veloce, sicuro e oncologicamente corretto.

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