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Minerva Chirurgica 2005 February;60(1):1

Copyright © 2005 EDIZIONI MINERVA MEDICA

lingua: Italiano

Risultati del trapianto di intestino isolato nell¹adulto: esperienza di un singolo centro italiano

Di Benedetto F., Lauro A., Masetti M., Cautero N., De Ruvo N., Quintini C., Sassi S., Di Francesco F., Diago Usò T., Romano A., Dazzi A., Molteni G., Begliomini B., Siniscalchi A., De Pietri L., Bagni A., Merighi A., Codeluppi M., Girardis M., Ramacciato G., Pinna A. D.


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Obiettivo. Il trapianto di intestino isolato è una buona opportunità per i pazienti con gravi complicanze legate alla nutrizione parenterale (NP). In questo articolo, riportiamo l¹esperienza triennale (dicembre 2000-dicembre 2003) in un singolo centro italiano (Modena), con una delle casistiche più significative dal punto di vista numerico in Europa.
Metodi. Quattordici pazienti, con un periodo di PN medio di 27 mesi, sono stati trapiantati con un tasso di sopravvivenza attuariale ad un anno di 92,3% ed un follow-up medio di 21 mesi (range 3-36 mesi).
Risultati. Non ci sono stati decessi intraoperatori. Un paziente (7,2%) è deceduto per sepsi, sviluppatasi da un¹enterite da citomegalovirus (CMV). Tredici pazienti sono vivi, con un tasso di sopravvivenza attuariale ad un anno del graft intestinale del 85,2%. Un paziente è andato incontro ad enterectomia (7,2%) per rigetto acuto severo intrattabile. La terapia immunosoppressiva si è avvalsa di tacrolimus e di 3 protocolli di induzione: daclizumab con steroidi (8 pazienti), alemtuzumab (4 pazienti) e thymoglobulin (2 pazienti) senza steroidi. In nove casi è stato aggiunto sirolimus. Si sono verificati 22 episodi di ACR (rigetto cellulare acuto) in 9 pazienti, trattati tutti con successo tranne che in un caso. Un paziente (7,2%) ha sviluppato una sindrome linfoproliferativa post-trapianto (PTLD) ed è tuttora vivo e libero da malattia ad 8 mesi di distanza.
Conclusioni. Il trapianto di intestino isolato può ottenere ottimi risultati, che dipendono dal trattamento immunosoppressivo e dalla scelta dei candidati, in aggiunta ad un ridotto tempo di ischemia totale del graft e ad un¹accurata selezione del donatore e dell¹organo.

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