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Minerva Chirurgica 2004 Ottobre;59(5):479-88

 ARTICOLI ORIGINALI

Trattamento chirurgico del carcinoma dello stomaco. Evoluzione della tecnica chirurgica e della stadiazione in una serie di 194 pazienti

Tersigni R., Alessandroni L., Baiano G., Mencacci R., Miceli M., Sadighi A., Sorgi G., Tremiterra S.

Obiettivo. La chirurgia rappresenta, al momento attuale, l'unico trattamento potenzialmente curativo del carcinoma dello stomaco. La curabilità è in funzione dell'estensione e della localizzazione del tumore e, in particolare, dell'interessamento linfonodale e della presenza di metastasi a distanza. Lo scopo principale di questo lavoro è presentare l'esperienza personale degli Autori nel corso di questi ultimi 2 decenni, analizzando i risultati di un approccio chirurgico che è mutato, con l'esperienza, nel tempo.
Metodi. Sono stati osservati 194 pazienti consecutivi (127 di sesso maschile e 67 di sesso femminile, con un'età mediana di 65,8 anni), affetti da carcinoma gastrico, sottoposti a intervento chirurgico dal 1987 al 2000. A causa dell'ampio arco di tempo cui si riferisce, questo studio si sovrappone a un radicale cambiamento delle regole di stadiazione del carcinoma gastrico, avvenuto dopo la pubblicazione, nel 1997, della 5° edizione del TNM. Ciò ha reso necessario suddividere la casistica in 2 gruppi differenti, per l'impossibilità di ristadiare gran parte dei pazienti operati prima di tale data. Il 1° gruppo è composto di 123 pazienti (63,4%), stadiati secondo il TNM-1987; il 2° gruppo è composto di 71 pazienti (36,6%) stadiati secondo il TNM-1997. Come protocollo di trattamento è stata utilizzata fino al 1995 una linfoadenectomia D1 di principio. Successiva-mente è stata utilizzata una linfoadenectomia D2 nella maggior parte dei casi potenzialmente curabili. La ricostruzione dopo gastrectomia totale è stata effettuata in tutti i casi con un'ansa alla Roux. Nelle gastrectomie distali sono state utilizzate una Billroth 2 nell'89,3% e una Billroth 1 nel 10,7% dei casi.
Risultati. La mortalità perioperatoria osservata sul totale dei pazienti è risultata dell'1,5% (3 casi). A un follow-up mediano di 83 mesi (minimo 24, massimo 180 mesi), 134 pazienti sono deceduti, 50 sono viventi e 10 sono stati persi al follow-up. La sopravvivenza mediana globale, nei 2 gruppi, è risultata di 24 mesi. Mentre la sopravvivenza a distanza dei pazienti con neoplasia in stadio iniziale e in fase metastatica è risultata abbastanza sovrapponibile nei 2 gruppi, si è osservato un trend di miglioramento di sopravvivenza per i pazienti con neoplasia in stadio II e III operati dopo il 1997.
Conclusioni. Nel trattamento del carcinoma gastrico inoperabile, la gastrectomia palliativa, quando possibile, rappresenta la migliore forma di palliazione, rispetto ad altre opzioni chirurgiche (gastroenteroanastomosi, digiunostomia), endoscopiche (dilatazione, endoprotesi, laser, gastrostomia endoscopica percutanea) e mediche. Sulla decisione riguardante il tipo di trattamento palliativo è necessaria un'accurata valutazione dei segni di non curabilità, allo scopo di evitare interventi chirurgici ad alto rischio in pazienti con modesta aspettativa di vita.

lingua: Italiano


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