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MINERVA CHIRURGICA

Rivista di Chirurgia


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Minerva Chirurgica 2004 August;59(4):379-86

lingua: Italiano

500 lembi ricostruttivi nella chirurgia oncologica della testa e del collo. Revisione critica di 10 anni di esperienza

Pompei S., Arelli F.


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Obiettivo. La Chirurgia Oncologica del distretto cervico-facciale comporta, per rispetto della radicalità oncologica, ampie demolizioni spesso coinvolgenti tegumenti, parti molli profonde e strutture ossee. Lo scopo di questo studio è quello di fornire uno studio prospettico dei risultati ottenuti in termini di risultati funzionali e morbilità per le varie tecniche ricostruttive dell'estremo cefalico da noi adottate nel corso dell'ultimo decennio.
Metodi. Presso l'Istituto Nazionale Tumori «Regina Elena» di Roma sono stati presi in considerazione 467 pazienti trattati per patologia oncologica di testa e collo. L'86% dei pazienti trattati si trovava al III o IV stadio di malattia. Per la fase ricostruttiva sono stati impiegati 506 lembi, di cui il 45,5% lembi miocutanei, il 37,1% lembi cutanei e fasciocutanei e il 17,4% lembi liberi.
Risultati. Le complicanze ischemiche hanno riguardato i lembi miocutanei per il 5,2% e per il 10,3% i lembi liberi. Le complicanze «minori» sono state di contro il 3,9% per i lembi liberi, ed il 20,8% per i lembi miocutanei.
Conclusioni. Dall'analisi dei risultati emerge che i lembi liberi mostrano globalmente maggior affidabilità rispetto ai lembi miocutanei in termini di complicanze «minori» che comunque hanno la loro rilevanza nel prolungare il tempo di degenza ed i relativi costi globali del trattamento.
Inoltre in termini morfo-funzionali i lembi liberi garantiscono in specifiche aree anatomiche (esofago-cervicale, mandibola, lingua) risultati non comparabili oggi con le metodiche tradizionali.
Per quel che concerne i lembi miocutanei e «convenzionali» riteniamo che tuttora rappresentino metodi di prima scelta nella riparazione di perdite con limitate o assenti implicazioni di carattere funzionale.

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