Home > Riviste > Minerva Chirurgica > Fascicoli precedenti > Minerva Chirurgica 2004 Agosto;59(4) > Minerva Chirurgica 2004 Agosto;59(4):351-62

ULTIMO FASCICOLO
 

ARTICLE TOOLS

Estratti

MINERVA CHIRURGICA

Rivista di Chirurgia


Indexed/Abstracted in: EMBASE, PubMed/MEDLINE, Science Citation Index Expanded (SciSearch), Scopus
Impact Factor 0,877


eTOC

 

ARTICOLI ORIGINALI  


Minerva Chirurgica 2004 Agosto;59(4):351-62

lingua: Italiano

Le cisti displastiche del fegato. Nostra esperienza

Nardello O., Muggianu M., Cabras V., Farina G. P., Cagetti M.


PDF  


Obiettivo. L'utilizzo sempre più frequente delle più recenti metodiche d'imaging, ha rivelato come le cisti displastiche del fegato siano una patologia di frequente riscontro nella popolazione. Abbiamo perciò voluto esaminare retrospettivamente la nostra casistica e confrontare i risultati con quelli della letteratura.
Metodi. Tra il gennaio 1990 e il dicembre 2000 sono stati osservati presso la Clinica Chirurgica dell'Università di Cagliari 228 pazienti con cisti displasiche del fegato, ma solo 23 sono stati sottoposti a trattamento: 14 (60,8%) per cisti solitarie e 9 (39,2%) per una patologia multicistica.
Un paziente (4,5%) presentava una sintomatologia caratterizzata da dolore in ipocondrio destro; al contrario, 11 (47,8%), erano asintomatici, 7 (63,7%) hanno richiesto il trattamento per altra patologia, 3 (27,3%) per il progressivo aumento del diametro della cisti, 1 (9%) nel sospetto di un'idatidosi epatica.
Il diametro medio delle cisti trattate, misurato preoperatoriamente con TC o ecotomografia (ETG) era di 8,8 cm (range 7-14 cm).
In 5 pazienti (21,7%) è stata eseguita una percutaneous aspiration-injection respiration (PAIR), ETG-guidata in 2 casi (40%) e TC-guidata in 3 (60%). Venti pazienti (86,9%) sono stati sottoposti a decapitazione delle cisti: 18 (78,2%) per via laparotomica, mentre i 2 casi più recenti per via laparoscopica. Per la comparsa di recidiva, 2 pazienti hanno subito, come secondo trattamento, una PAIR, TC-guidata in un caso e sotto guida ecografica nell'altro.
Risultati. Quattro (25%) dei 16 pazienti trattati esclusivamente per la malattia cistica del fegato hanno accusato complicanze minori: febbre in 3 casi, nausea e vomito in un paziente; 8 (50%) hanno portato un drenaggio intraperitoneale per 6-7 giorni (range 4-11) con emissione in media di 116 cc di materiale siero-ematico.
Conclusioni. A parere degli Autori, la scelta del trattamento più adeguato deve basarsi su un'accurata valutazione degli aspetti clinici del paziente e sulle caratteristiche delle lesioni cistiche, quali numero, dimensioni e localizzazione. Questi parametri permettono di scegliere per un trattamento chirurgico piuttosto che per una stretta sorveglianza ecografia, ottenendo i migliori risultati in assenza di recidiva e minor costo biologico ed economico.

inizio pagina

Publication History

Per citare questo articolo

Corresponding author e-mail