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MINERVA CHIRURGICA

Rivista di Chirurgia


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Minerva Chirurgica 2004 Giugno;59(3):283-8

lingua: Italiano

La terapia chirurgica della malattia di Crohn. Considerazioni su una casistica di 63 osservazioni

Rossi A., Sforza N., Landolfo G., Malagoli M.


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Obiettivo. Lo scopo del nostro studio retrospettivo è quello di apportare un ulteriore contributo circa l'opportunità di trattare la malattia di Crohn (MC) con terapia chirurgica.
Metodi. La casistica da noi studiata è rappresentata da 63 pazienti ricoverati presso la nostra Divisione con diagnosi di MC, nell'intervallo di tempo compreso tra il 1973 e il 2002.
Il follow-up fino al termine cronologico indicato è stato possibile, per svariati motivi, esclusivamente su 43 dei 56 pazienti sottoposti a intervento chirurgico.
Per una valutazione obiettiva dell'attività e della gravità della MC è stato utilizzato l'Index Crohn Disease (CDAI).
Risultati. Il trattamento chirurgico è stato eseguito in 56 casi; in 29 pazienti con occlusione intestinale abbiamo eseguito una resezione intestinale minima, mentre nei 26 casi con sintomatologia perforativa e non rispondenti alla terapia medica abbiamo eseguito sutura della perforazione, resezioni più ampie e drenaggio della cavità peritoneale con toilette dell'ascesso quando presente. Solo in 1 caso abbiamo eseguito un'amputazione addomino-perineale in un paziente già sottoposto a resezione secondo Hartmann a causa della recidiva della malattia localizzatasi al moncone rettale. Nei nostri pazienti, al termine del follow-up, il valore dell'indice CDAI è stato >150 (153,64) soltanto in 1 caso. Questo indica che il trattamento chirurgico e medico hanno permesso un soddisfacente controllo della malattia.
Le recidive, nei 56 pazienti operati, si sono presentate in 17 pazienti dopo un intervallo medio libero da malattia di 5 anni.
Conclusioni. Riteniamo che la terapia debba essere prevalentemente medica e che il trattamento chirurgico debba essere riservato esclusivamente alle complicanze.
In tema di intervento chirurgico siamo favorevoli alle resezioni conservative, poiché abbiamo osservato che in passato, eseguendo interventi di resezioni estese, si aveva comunque la comparsa di recidive.

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