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MINERVA CHIRURGICA

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  TRAPIANTO DI PANCREAS


Minerva Chirurgica 2003 October;58(5):745-54

Copyright © 2003 EDIZIONI MINERVA MEDICA

lingua: Italiano

Il trapianto di pancreas. Esperienza dell’Ospedale Niguarda sui primi 50 pazienti: dubbi e certezze

Sansalone C. V., Aseni P., Giacomoni A., Sammartino C., Colella G., Osio C., Lauterio A., Mangoni I., Vertemati M., De Roberto A., Civati G., Forti D.


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Obiettivo. Il trapianto combinato di pancreas-rene (PKT) è l'unico trattamento in grado di migliorare la sopravvivenza e la qualità di vita dei pazienti con Diabete Mellito Insulino-Dipendente (IDDM) e Insufficienza Renale Cronica (IRC).
Metodi. Da Ottobre 1993 a Dicembre 2001, 50 pazienti (36 maschi e 14 femmine) con IDDM e IRC sono stati sottoposti a trapianto combinato rene-pancreas (PKT9) presso la Divisione di Chirurgia Generale e dei Trapianti Addominali dell'Ospedale di Niguarda. Complessivamente i 50 pazienti hanno ricevuto 54 pancreas e 52 reni. Nel corso degli anni la procedura di alloggiamento del pancreas in fossa iliaca destra (FID) ha subito alcune modifiche tecniche: in 14 pazienti la diversione delle secrezioni esocrine è stata ottenuta mediante anastomosi duodeno- vescicale (gruppo BD); 36 pazienti (gruppo ED) sono stati sottoposti a diversione delle secrezioni nel piccolo intestino con tecniche chirurgiche che sono state modificate nel tempo. Trenta dei 43 pazienti che hanno conservato una buona funzionalità del neo-pancreas e del neo-rene hanno accettato di rispondere a un questionario autocompilato di valutazione sulla qualità della vita dopo il trapianto secondo i criteri del Medical Outcome Study (MOS).
Risultati. La mortalità operatoria è stata del 2% (1 paziente deceduto per embolia polmonare) e quella a distanza del 2% (1 paziente deceduto per IMA a 9 mesi dal trapianto). Le complicanze chirurgiche sono state in ordine di frequenza le seguenti: 4 casi di trombosi venosa acuta (TVA), 6 casi di fistole anastomotiche. Tra le complicanze mediche abbiamo registrato: 14 casi di rigetto acuto, 7 casi di rigetto cronico e altrettanti di infezione da CMV, 3 casi di acidosi ipercloremica severa.
In 5 pazienti (10%) si è osservata la perdita definitiva del neo-pancreas per rigetto cronico (1 caso), per trombosi venosa acuta e successivo rigetto cronico dopo la procedura di retrapianto (3 casi) e per sepsi da fistola duodeno-ileale (1 caso). Trenta dei 43 pazienti che hanno risposto al questionario di autovalutazione (MOS) sulla loro qualità di vita dopo il trapianto hanno affermato che questa era molto migliorata nell'83% dei casi e migliorata nel 10% dei casi. Le sopravvivenze calcolate del paziente, del neo-rene e del neo-pancreas sono state rispettivamente del 95,6%, del 93,4% e dell' 84,7%. Nessun paziente ha sviluppato tumori de novo legati alla immunosoppressione cronica.
Conclusioni. Nella nostra esperienza l'alloggiamento del graft con la porzione cefalica rivolta verso l'alto («head up» position), un moncone portale sufficientemente corto per evitare fenomeni di «kinking» e una tecnica impeccabile di prelievo sono alcuni dei fattori che maggiormente hanno contribuito a diminuire sensibilmente l'incidenza della trombosi venosa, temibile complicanza che invariabilmente esita nella perdita del neo-pancreas. La moderata incidenza di complicanze postoperatorie e la contenuta mortalità operatoria (1 caso) e a distanza (1 caso) ci hanno consentito di offrire a pazienti con IRC e diabete mellito insulino-dipendente (IDDM) una buona sopravvivenza a distanza e una qualità di vita decisamente migliore.

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