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MINERVA CHIRURGICA

Rivista di Chirurgia


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ARTICOLI ORIGINALI  


Minerva Chirurgica 2003 Agosto;58(4):545-50

lingua: Inglese

Artificial nutrition for the treatment of short bowel syndrome

Giammanco M., Caldiero G., Raimondo D., Sammar-tano A., Frazzetta M., Vetri G., Di Gesù G.


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Obiettivo. Nella sindrome da intestino corto (SBS) spesso è difficile assicurare una nutrizione corretta e sufficiente utilizzando esclusivamente alimenti naturali. In questa indagine varranno studiate le possibilità di integrare l'apporto nutrizionale nei pazienti affetti da SBS con tecniche di alimentazione artificiale.
Metodi. Sono stati trattati 7 pazienti con SBS, 6 di sesso maschile e 1 femminile, di età variabile da 29 a 70 anni. Tutti erano stati in precedenza sottoposti a resezione intestinale estesa, in 2 casi per infarto massivo, in 4 per malattia di Crohn e in 1 caso per volvolo intestinale. Per valutare le condizioni nutrizionali e lo stato immunitario dei pazienti vennero eseguiti il dosaggio di albumina, transferrina, proteina C-reattiva e prealbumina, il conteggio dei globuli bianchi e test di reattività cutanea. Successivamente, venne impostato un protocollo basato su una nutrizione parenterale totale per i primi 5 giorni postoperatori, con un apporto calorico progressivo fino a raggiungere le 35 kcal/kg/die; a partire dalla VI giornata, l'apporto calorico parenterale venne ridotto di 500 kcal/die, introducendo al contempo un eguale apporto calorico attraverso il sondino naso-gastrico, mediante una pompa peristaltica regolata alla velocità di 20 ml/ora. Nei giorni successivi, l'apporto calorico parenterale venne ridotto di 500 cal ogni 48 ore, fornendo al contempo un apporto enterale equivalente, al fine di ridurre gradualmente la nutrizione parenterale.
Risultati. Tutti i pazienti sono stati seguiti per un periodo di tempo compreso fra 2 e 5 anni. Attual-mente, tutti seguono una dieta ipercalorica iperglicidica, ipolipidica. Le indagini cliniche e di laboratorio non hanno posto in evidenza alcun segno di malnutrizione.
Conclusioni. Alla luce dai dati in nostro possesso è possibile affermare che la terapia nutrizionale rappresenta il caposaldo del trattamento della SBS. La nutrizione parenterale va sospesa durante il periodo postoperatorio e sostituita da quella enterale per originare uno stimolo fisiologico in grado di determinare il rapido adattamento del sistema digestivo alla nuova situazione.

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