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Minerva Chirurgica 2003 June;58(3):375-84

Copyright © 2003 EDIZIONI MINERVA MEDICA

lingua: Italiano

Lesioni a rischio della mammella: protocollo diagnostico-terapeutico

Bove F., Bilancio G., De Falco M., Parmeggiani D., Sperlongano P., Barbarisi A., Parmeggiani U.


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Obiettivo. La classificazione, il riconoscimento diagnostico e il trattamento chirurgico delle lesioni mammarie a rischio di trasformazione neoplastica rappresentano alcuni tra gli obiettivi più importanti della ricerca senologica.
L'attenzione si è concentrata sulle lesioni a rischio di trasformazione neoplastica in patologia mammaria, quali: l'iperplasia duttale (ADH) atipica, l'iperplasia lobulare (ALH) atipica, il papilloma intraduttale multiplo, l'adenosi sclerosante.
Metodi. La nostra esperienza riguarda l'attività svolta dal 1996 al 2001; l'iter diagnostico prevedeva l'esecuzione routinaria dell'esame ecotomografico, l'indicazione alla mammografia di screening nelle donne di età >40 anni e in casi selezionati nelle donne di età <40 anni; il FNAB è stato praticato in tutte le lesioni con elementi di sospetto. Nel caso di lesioni non palpabili abbiamo effettuato un FNAB mammoguidato con tecnica stereotassica. Nei casi di mammella secernente si è dimostrata utile la duttologalattografia. Per quanto riguarda le secrezioni del capezzolo clinicamente sospette, la citologia è stata utile nella diagnostica delle lesioni papillomatose intraduttali.
L'indicazione chirurgica è stata posta per: Lesioni nodulari mammograficamente negative con riscontro citologico delle suddette lesioni sospette. Secrezione dal capezzolo continua, spontanea, monorifiziale, sierosa, siero-ematica o ematica, anche in presenza di riscontro duttogalattografico e citologico negativo e/o in conclusivo.
Dal punto di vista nosologico abbiamo distinto 3 gruppi: A) 49 donne (media 47,3 anni) con lesioni sospette sottoposte a biopsia. Sulla base della risposta citologica sono state effettuate: 37 quadrantectomie con esame estemporaneo, 4 biopsie escissionali, 5 ductectomie radicali e 3 microductectomie. B) 26 pazienti (media 36,7 anni) sottoposte a biopsia mammaria per lesioni non sospette; in 24 casi biopsia escissionale della lesione e in 2 casi ductectomia radicale. C) Gruppo di controllo costituito da 141 donne (media 44,5 anni) affette da patologia benigna non sospetta per lesioni a rischio, non sottoposte a intervento chirurgico.
Risultati. L'esame istologico definitivo evidenziava: Gruppo A: 7 casi di carcinoma T1aN0M0 (14,3%); 20 lesioni a rischio (40,8%); 22 lesioni non a rischio; Gruppo B: 25 (96,1%) lesioni non considerate a rischio, in 1 caso (3,9%) area di adenosi sclerosante con proliferazione duttale e lievi atipie; Gruppo C: in 4 casi (3,1%) la comparsa al follow-up di lesioni a rischio rendeva necessaria l'asportazione della lesione. L'istologia non confermava in nessun caso la presenza di un cancro.
Conclusioni. Il protocollo diagnostico e terapeutico proposto ha permesso di individuare e di trattare radicalmente pazienti ad alto rischio (gruppo A) e seguirle con uno stretto follow-up. Al contrario, il gruppo B ha evidenziato una bassissima incidenza di lesioni a rischio sfuggite alla diagnostica preoperatoria e a conferma di ciò nel gruppo C, durante il follow-up, è stata individuata l'insorgenza solo di 4 lesioni a rischio, nelle quali l'esame istologico ha comunque escluso la presenza di cancro.

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