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MINERVA CHIRURGICA

Rivista di Chirurgia


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Minerva Chirurgica 2003 Giugno;58(3):321-30

lingua: Italiano

Il rischio di recidiva dopo tiroidectomia parziale per lesione benigna. Indagine condotta su 58 pazienti 15-25 anni dopo l'intervento

Basili G., Biagini C., Manetti A., Martini F., Biliotti G.


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Obiettivo. Dagli anni '80, grazie all'introduzione di nuove tecniche e metodologie di studio della funzione tiroidea, si sono chiariti alcuni aspetti fondamentali che sono alla base del razionale della terapia chirurgica: il gozzo multinodulare è una patologia che interessa la tiroide in toto, anche quando le alterazioni sono prevalentemente o esclusivamente a carico di un solo lobo; il deficit funzionale che consegue a un'exeresi parziale o subtotale determina un ulteriore stimolo in senso ipertrofico-iperplastico sul parenchima residuo; le exeresi parziali sono spesso responsabili di un ipotiroidismo postoperatorio il più delle volte subclinico, il quale rende necessaria un'opoterapia di difficile gestione.
Metodi. Abbiamo analizzato la casistica relativa all'Unità Operativa di Clinica Chirurgica II dell'Univer-sità di Firenze, nel periodo compreso tra il 1975 ed il 1985.
Risultati. Dei 58 pazienti sottoposti oltre 15 anni orsono ad exeresi tiroidea non-totale per patologia benigna, il 36,2% non presenta al momento attuale alcuna anomalia nel parenchima residuo; di questi l'85,7% ha osservato costantemente una terapia sostitutiva con L-tiroxina. Nel 60,3%, diversamente, sono state rilevate nel parenchima residuo al pregresso intervento alterazioni nodulari/pseudonodulari associate o meno a disomogeneità parenchimali. Di questi, solamente il 40% ha osservato la terapia sostitutiva. Sembra non esservi dubbio, salvo poche eccezioni, che la patologia, che interessa un'area apparentemente circoscritta della tiroide, coinvolga in realtà tutto il parenchima.
Conclusioni. La tiroidectomia totale rappresenterebbe, quindi, il miglior trattamento del gozzo multinodulare anche ad estensione unilobare, garantendo la risoluzione della malattia e uno stato di eutiroidismo facilmente raggiungibile con un'opoterapia adeguata.

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