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MINERVA CHIRURGICA

Rivista di Chirurgia


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REVIEW  MALATTIE DELL'ESOFAGO


Minerva Chirurgica 2002 Dicembre;57(6):819-36

lingua: Italiano

L'esofago di Barret. Prevalenza, rischio di adenocarcinoma, ruolo dei programmi di sorveglianza endoscopica

Zaninotto G., Costantini M., Molena D., Rizzetto C., Ekser B., Ancona E.


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La presenza di metaplasia gastrica nell'esofago distale è una condizione meglio conosciuta con l'eponimo di esofago di Barrett. È una condizione acquisita, legata ad un grave reflusso-gastro-esofageo, che spesso si associa con l'adenocarcinoma dell'esofago e del cardias. La definizione di EB è variata in maniera significativa: attualmente, dato che tra i vari tipi di epitelio colonnare solo quello con le caratteristiche ''goblet cells'' (metaplasia intestinale) ha un reale rischio di degenerazione carcinomatosa, è invalso l'uso di attribuire il nome di Esofago di Barrett, solo nel caso vi sia metaplasia intestinale nell'esofago inferiore. Prevalenza dell'esofago di Barrett nella popolazione: la prevalenza della metaplasia intestinale nella popolazione dispeptica che si sottopone ad endoscopia ed a biopsia dell'esofago distale varia dal 9-21% a livello del cardias all'1,2-8% a 3 cm di distanza dalla giunzione esofago-gastrica tendendo progressivamente a diminuire in senso caudo craniale. Nella popolazione con EB (metaplasia intestinale per 3 cm o più) vi è una netta prevalenza del sesso maschile e dalla razza bianca e l'età di questi pazienti è compresa tra 5° e la 7° decade di vita. Prevalenza dell'adenocarcinoma nei pazienti con l'esofago di Barrett: il rischio di insorgenza di un adenocarcinoma nei pazienti con esofago di Barrett è difficile da quantificare con precisione: sono stati riportati tassi di incidenza da 1/52 anni-paziente a 1/441 anni-paziente ed un rischio calcolato da 30 a 125 volte maggiore della popolazione generale. Queste variazioni di incidenza possono essere interpretate alla luce di diverse ipotesi: 1) diversità temporali degli studi, 2) differenze tra studi retrospettivi e studi prospettici, 3) lunghezza del follow-up, 4) ampiezza del campione sorvegliato, 5) variazioni regionali. L'analisi della letteratura conferma che queste variazioni dipendono soprattutto dalla numerosità del campione studiato (più numeroso è il campione minore è l'incidenza), sono in genere inversamente proporzionali alla lunghezza del follow-up (l'incidenza è maggiore negli studi con follow-up breve) e l'incidenza è maggiore negli studi prospettici rispetto agli studi retrospettivi. Programma di sorveglianza: l'adenocarcinoma dell'esofago è un tumore letale, con una sopravvivenza intorno al 20% a 5 anni. Le linee guida dell'American College of Gastroenterology suggeriscono una sorveglianza endoscopica biennale nei pazienti con esofago di Barrett senza displasia. Il problema dei programmi di sorveglianza dell'esofago di Barrett è che, se pur hanno una validità nel singolo paziente hanno costi elevati ed al momento attuale nessuno degli studi prospettici di sorveglianza endoscopica ha dimostrato un impatto significativo in termini di sopravvivenza assoluta. Sulla base delle nostre conoscenze attuali sembra però imprudente abbandonare una strategia di sorveglianza cautelativa ma occorrerà indirizzare sforzi finanziari e ricerche per individuare i pazienti a rischio: per ora è consigliabile sorvegliare almeno i soggetti in buone condizioni generali, maschi e con segmenti di EB superiori a 3 cm di lunghezza.

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